San Marino. Rete festeggia l’8 marzo

Da oltre cent’anni la Giornata internazionale della donna è molto più di una “festa”.
È certamente un momento per celebrare le conquiste ma anche per ricordare quanto ancora sia lunga la strada verso una piena parità di genere, visto che in molte parti del mondo, anche evoluto, i diritti delle donne vengono tuttora calpestati.

Il nostro pensiero va innanzitutto alle donne sammarinesi, per i cui diritti continueremo ovviamente a batterci. Un esempio dell’impegno di RETE che ci inorgoglisce, è la recentissima eliminazione della “riprensione” – ovvero quella semplice ed anacronistica “tiratina di orecchi” – che era prevista nel nostro ordinamento per un reato grave come quello di molestie sessuali.

In questo particolarissimo momento la mente va alle donne che vivono in zone di guerra. Le donne palestinesi ed iraniane, le prime che continuano a vivere sotto il peso di un’occupazione illegittima e genocida, le altre sotto quello dell’integralismo religioso che difficilmente si potrà sradicare attraverso l’eliminazione a suon di bombe del despota di turno.
Pensiamo alle donne ucraine, protagoniste della resistenza contro l’aggressione russa, costrette a lasciare tutto e riparare all’estero per poter semplicemente tornare a vivere e a tutte quelle che, pur non soffrendo della guerra, vivono una condizione di sfruttamento, discriminazione ed incompleto godimento dei diritti elementari. E ce ne sono in tutto il mondo, compreso quello Occidentale.

San Marino deve fare la sua parte: continuando a difendere i diritti conquistati, contrastando le discriminazioni presenti e dando voce a chi non l’ha.
Perché l’8 marzo non sia soltanto una giornata di memoria, ma – ancora e sempre – una giornata di lotta per un futuro migliore.

RETE