SAN MARINO. RETE: “LEGGE SVILUPPO POSTICCIA, FOTOCOPIA VECCHIO DECRETO” “SCELTE RINVIATE A GOVERNO DISCREZIONALE”

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  • reteLa normativa approvata nell’ultimo Consiglio per risollevare le sorti del Paese e’ frutto di un governo “sordo, cieco e muto agli appelli di popolazione, commercianti, imprese allo stremo” ma “sull’attenti quando gli appelli provengono dalle banche”. Il movimento civico Rete, a pochi giorni dall’approvazione della legge sullo sviluppo, punta il dito contro il provvedimento e contro i “suoi genitori”, Pdcs, Ap e Psd. Per i civici di Rete l’articolato e’ solo “copiato di sana pianta da un decreto di sei anni fa”; mentre alla condivisione, e’ stato risposto con la non presa in considerazione delle “proposte avanzate dalle parti sociali”. E ancora, la legge, lungi da l’essere immediatamente operativa, rimanda continuamente le decisioni a decreti delegati e regolamenti del governo. Cosi’ “la discrezionalita’ rimane sempre li’- lamente Rete- nelle mani dei nove segretari di Stato”. Dito puntato poi anche contro il metodo condotto dall’esecutivo che ha portato in seconda lettura “articoli cancellati per intero, aggiunti o che hanno subito radicali modifiche”. Di qui l’impossibilita’ di un confronto su un testo praticamente nuovo con l’opposizione. In conclusione, “questa legge sullo sviluppo non risponde a niente e a nessuno- commenta la forza di minoranza- se non alle solite logiche di potere e ricalca in maniera preoccupante alcuni maldestri tentativi, miseramente falliti, che i governi passati avevano attuato proprio per incentivare i consumi interni e favorire nuove entrate”. In sintesi la legge sullo sviluppo viene bocciata come “un provvedimento posticcio, che niente ha di nuovo, ne’ di lungimirante, ne’ di originale, che non sburocratizza e che non si pone obiettivi chiari e misurabili”. (…) Dire