San Marino. Rete-Md: “Cis, basta aiuti alla cricca”

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Noi di Movimento Rete e di Movimento Democratico concordiamo con CSU nel ritenere necessario che la politica prenda una posizione in merito al decreto “salva CIS”.

Nella speranza che il Governo tornasse sui propri passi, abbiamo indugiato dal pubblicare le valutazioni che ora non possiamo più esimerci dall’esprimere.

Consideriamo disdicevole emettere un decreto ad uso di una sola Banca e insopportabile che lo Stato sopporti virtuali indebitamenti senza prima pretendere dai soci dell’Istituto l’appianamento delle voragini di denaro da essi stessi create.

È necessario stabilire che una Banca tanto in difficoltà da dover incorrere in provvedimenti di Amministrazione Straordinaria – in tal caso richiesta dallo stesso Istituto – o Liquidazione Coatta, sia obbligatoriamente passibile di ispezioni approfondite, verifica di responsabilità, conseguenti azioni nei confronti dei soci, recupero dei crediti da soci e amministratori. Questo anche nel caso in cui essi, negli anni, abbiano occultato le proprie ricchezze intestandole a parenti o affini.

Non è più accettabile che i soci delle banche beneficino degli utili delle stesse quando ci sono, ma che invece – quando esse si trovano in difficoltà – non vadano incontro a nessun rischio, a nessuna responsabilità, a nessun obbligo di restituzione di quanto intascato nel tempo.

Non è accettabile che i soldi di tutti i sammarinesi siano dirottati sotto forma di procedura rafforzata a tutela del consueto sodalizio di palazzinari convertiti alla finanza sotterranea, mentre correntisti e dipendenti dell’Istituto corrono il rischio di veder compromesse la serenità familiare, l’equilibrio delle proprie economie, la solidità delle loro stesse vite.

È inconcepibile che il Governo stabilisca che una banca incapace di dare garanzie riceva ugualmente denaro garantito dallo Stato, quindi trasformati in un debito di tutti.

Non solo: che vi sia pure una precedenza sul rimborso.

In tale ottica, il Governo potrebbe costringere Banca Centrale – magari cacciandone il Presidente – a versare 8 milioni in banca CIS, affinché Banca CIS – che non dà un centesimo della vecchia raccolta alle famiglie in difficoltà – li giri al polo della moda che potrà, così, riprendere il via.

Quando poi la Banca verrà messa in Liquidazione Coatta, i primi 8 milioni che recupererà dovrà versarli a Banca Centrale, a scapito di correntisti e dipendenti.

Non c’è dubbio: tutto appare come un altro grande favore del Governo alla “cricca” amica.

Contrasteremo questa folle deriva in Consiglio Grande e Generale, per quanto ci sarà possibile.

Sappia la cittadinanza che, se la maggioranza continuerà compatta a votare ad occhi chiusi i diktat del governo, nessuno pagherà nulla e molti altri cittadini verranno circuiti.

Chi ha gestito la banca non perderà un centesimo e, anzi, beneficerà di ulteriori garanzie dello Stato, mentre i dipendenti che hanno lavorato onestamente e i correntisti che hanno avuto fiducia nel Sistema e in Banca CIS si troveranno a barcamenarsi tra gravissime difficoltà.

Rete-Md

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