Rete, nel ribadire la sua indicazione a votare No al referendum del 20 ottobre che richiede l’adesione all’Ue, scrive in una nota che “prende risolutamente le distanze dall’invito, rivolto dal comitato per il No, a Gianluca Pini, vice-capogruppo della Lega Nord, indagato a Forlì” per “millantato credito” (art. 346 c.p.), per “aver preteso da un candidato ad un concorso per l’abilitazione notarile dei soldi per comperare il favore dei membri della commissione”.
“Sempre a Forlì, a Gianluca Pini e al padre sono stati sequestrati 400mila euro, precedentemente depositati proprio nella nostra San Marino e successivamente scudati, ma secondo la procura con ‘false attestazioni nella dichiarazione’ (reato per il quale, se venisse accertato, potrebbe venir indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato) – attacca il movimento -.
Gianluca Pini è infine colui che nei giorni scorsi ha indicato il ministro italiano Kyenge e il presidente della camera Laura Boldrini come ‘responsabili morali’ della tragedia di Lampedusa (affermazione per la quale inviamo alle due cariche succitate la solidarietà del nostro movimento)”. (…) San Marino Oggi











