Il servizio mette anche in evidenza i contenziosi in ambito economico e finanziario fra Italia e San Marino di alcuni anni fa, e come questi episodi abbiano sollevato preoccupazioni, rendendo auspicabile che l’accordo di associazione preveda controlli più severi per evitare il ripetersi di tali problematiche.
In particolare, per l’Italia pare che i controlli previsti nell’accordo, nonché la regolamentazione del sistema finanziario che si applicherebbe sia ad Andorra che a San Marino, non siano sufficienti a garantire che incidenti analoghi non si verifichino in futuro.
Queste parole dipingono uno scenario ben diverso da quanto affermato nei mesi dai rappresentanti del Governo, come Beccari e Gatti, che hanno costantemente sostenuto che i rapporti siano positivi, i controlli efficaci e che San Marino sia un’”isola felice”. Noi, al contrario, riteniamo che la realtà sia ben diversa e più vicina alle dichiarazioni dell’Ambasciatore di Andorra.
Da anni segnaliamo la presenza di settori economici a rischio, fuori controllo, che stanno causando distorsioni nei meccanismi economici e che, in alcuni casi, sono infiltrati dalla criminalità organizzata.
In particolare, abbiamo osservato l’emergere di attività di nuova apertura in settori come auto, bevande e il commercio online, che sembrano essere sempre più permeati da infiltrazioni illecite. Nonostante ciò, il Governo preferisce minimizzare la situazione e ignorare i problemi reali, proclamando che tutto stia procedendo senza intoppi.
Sul fronte della firma dell’accordo di associazione, a seguito della conclusione del negoziato avvenuta ormai 14 mesi fa, è calato il silenzio. Nonostante i nostri ripetuti solleciti, il tema è sparito dai radar.
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