San Marino. Rete si interroga: staccare o andare avanti? di Tancredi Falconeri

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    Sono giorni di confronto e di scontro all’interno degli organismi del Movimento Civico Rete. I risultati della recente tornata elettorale italiana che ha visto un risultato inaspettato del Movimento 5 stelle sembra avere rinvigorito le forze della base retina sempre più indirizzata verso una conclusione anticipata di un’esperienza di governo giudicata fallimentare anche dai più fedeli aderenti. 

    Infatti la strategia adottata da Giuseppe Conte è stata quella di prendere autorevolmente la leadership del gruppo e di staccarsi dai “governativi” ponendo fine al Governo Draghi su alcuni temi di stampo progressista.

    Dal salario minimo a 9 euro lordi l’ora, alla lotta a quelli che ha definito ‘contratti pirata’. Dalla riduzione delle tipologie contrattuali al ripristino del meccanismo delle causali previsto dal decreto Dignità. Ed ancora stop stage e tirocini gratuiti, stabilendo un compenso minimo, taglio totale dell’Irap per tutte le aziende e taglio del cuneo fiscale sia dal lato dei lavoratori sia da quello delle imprese.

    La stessa linea potrebbe essere ripresa da Rete e in questo senso la figura di Sua Eccellenza Rondelli, dopo il 1 ottobre, potrebbe essere funzionale a questo progetto.

    Ma i governativi dentro il Movimento sono capeggiati da Roberto Ciavatta, leader carismatico del gruppo, supportato dal neo Capogruppo Consigliare Gloria Arcangeloni, che vorrebbe portare avanti la legislatura concludendo l’iter della riforma previdenziale e migliorare la situazione all’interno dell’Ospedale di Stato.

    Più defilato, con una posizione più equilibrata, vi è Emanuele Santi, il Segretario di Rete, il quale vorrebbe tenere unito il movimento non riducendone il consenso e la partecipazione degli aderenti pur riconoscendo valore a Ciavatta e Tonnini, i suoi Segretari di Stato.

    Infine la figura di Matteo Zeppa che pare sempre più lontano dalla politica attiva e deluso dall’esperienza di maggioranza del suo gruppo, forse perché finalmente consapevole che la cittadinanza si aspettava molto di più da Mister preferenze.

    Si valuterà nei prossimi giorni quali saranno gli scenari retini certo è che vi è la necessità per il Movimento Rete di definire una identità chiara e netta nei confronti degli alleati di Governo e nel Paese.

    La domanda sorge spontanea. Quanto vale oggi Rete in termini di possibili seggi? La risposta interessa soprattutto la Democrazia Cristiana, la quale vorrebbe costruire la futura maggioranza proprio con i “fedelissimi” di Rete.

    Il problema vero però è che c’è chi teorizza che il movimento così com’è rischierebbe perfino di non superare lo sbarramento, visto che la maggior parte dei consensi ora sarebbero stati intercettati da Demos. 

    Se questo scenario fosse corretto salterebbero diversi scenari. 

    A rimescolare le carte allora potrebbe proprio essere il prossimo sciopero generale e la mancanza di risultati, in primis le riforme.

    A quel punto Rete sarebbe legittimata a staccare la spina, e sul modello “Conte”, potrebbe riprendere quei consensi che oggi l’appiattimento a Via delle Scalette gli ha tolto.

    Tancredi Falconeri