Il caso è riaperto. Il Giudice Vitaliano Esposito, accogliendo il ricorso, ha rimesso infatti Achille Lia nei termini per proporre appello, e revocato il mandato d’arresto emesso nel 2015: a seguito della condanna per furto.
Colpo di scena nella vicenda del 50enne calabrese, evaso dai Capuccini. Dopo l’arresto a Forlì, e un periodo di detenzione, gli era stato concesso l’obbligo di dimora; mentre i suoi legali si opponevano alla richiesta di estradizione: sulla quale – ora – vi sarebbe un grande punto interrogativo.
Non era presente Lia, questa mattina, all’udienza del Giudice per i Rimedi Straordinari.
Il mio assistito – ha ricordato il difensore – fu giudicato in contumacia; ma non venne mai informato del decreto di rinvio a giudizio, e non poté neppure ricorrere in Appello.
Vi sarebbe stata – insomma, secondo il legale – una violazione di uno specifico articolo della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Ferma l’opposizione della Procura del Fisco, secondo la quale Lia era invece pienamente consapevole dell’esistenza di un procedimento a suo carico poiché, interrogato dalla Gendarmeria, ammise gli addebiti ed elesse domicilio presso l’avvocato d’ufficio.
Durante l’udienza si è appreso inoltre che la Difesa aveva già inoltrato un ricorso alla CEDU; che tuttavia sarà ritirato dopo la sentenza favorevole.
Soddisfatto l’avvocato Rossano Fabbri. “Il Tribunale – ha detto – dimostra di essere arrivato per primo a colmare le lacune dell’ordinamento sammarinese, dimostrando notevoli passi in avanti nell’adeguamento agli standard internazionali”. Non è da escludere – a questo punto – la caduta in prescrizione del reato di furto. (…) Rtv San Marino