San Marino. Riciclaggio Poggiali, Presidente Democrazia Cristiana. Ecco che cosa scriveva del fatto il Corriere della Sera il 25.11.2011

PoggialiLa stangata da 2 milioni della coppia di avvocati

Curatori fallimentari spregiudicati: in carcere L’ inganno dell’ acronimo Il denaro era dirottato sulla mail box «Insegnamento nella partecipazione sindacale» (Inps)

 

Con una certa esperienza e qualche buona intuizione, una coppia di apprezzati professionisti, curatori fallimentari, erano riusciti a sottrarre all’ Inps, beatamente ignara, tre milioni di euro. La vicenda andava avanti dal 2006 e, in un caso, i due avvocati si erano appropriati di un’ unica sostanziosa tranche da 2 milioni e 255,609 euro. In carcere, da ieri, con l’ accusa di peculato, Gianluca Cesari e Francesco Scardacchione, ultraquarantenni, studio prestigioso, tenore di vita agiato con la possibilità di togliersi qualche sfizio. Tra i beni sequestrati – sei immobili, denaro su conti correnti e auto – una palazzina in Prati, un appartamento nella Roma umbertina dell’ Esquilino e una Bmw X3. I due erano riusciti a modulare a proprio vantaggio la procedure di liquidazione fallimentare, che prevedono, tra l’ altro, di trattare in via preferenziale i creditori istituzionali (fra cui appunto gli enti di previdenza). Cesari e Scardacchione: liquidare i debiti con l’ Inps dei loro clienti in via di fallimento. Ma, di fatto, come si legge nell’ ordinanza del giudice per le indagini preliminari «convogliando (le somme, ndr) a mezzo assegni circolari con generico beneficiario Inps sul conto corrente del Monte dei Paschi di Siena (proprio, ndr )». Quell’ Inps al quale giravano gli assegni dei clienti non era l’ ente previdenziale preposto al pagamento delle pensioni. Bensì l’ acronimo di una mailbox con sede in piazza del Gesù – «Insegnamento Nella Partecipazione Statale» (Inps) – che ha funzionato felicemente fino alle intercettazioni dei magistrati. Se i vertici dell’ autentica Inps non sono mai stati attraversati dal dubbio è vero però che la frode si è scontrata con l’ ultima poderosa tranche di pagamento. Quei 2.355.609 dovuti per il fallimento della S.I.C.A.L.F spa. Versamento che, anziché sul conto corrente dell’ Inps, il 28 giugno 2010 era stato girato su un conto corrente di San Marino. Troppo per non essere notati. Da qui infatti è partita la segnalazione che ha messo in moto le indagini condotte dal gruppo dei reati finanziari, coordinato dal procuratore aggiunto Nello Rossi. In seguito il pm Stefano Pesci, con gli uomini del Nucleo valutario guidati dal generale Leandro Cuzzocrea, è riuscito a risalire all’ identità dei professionisti. I conti correnti sui quali versare le somme destinate a Inps erano in realtà intestati ad altre persone (il pm ipotizza un furto d’ identità mentre in un caso si trattava semplicemente di un’ invenzione). Quell’ unica poderosa tranche versata sul conto sammarinese, intanto, era già stata investita nell’ acquisto di uno degli immobili da ieri sottoposti a sequestro da parte della Finanza.

http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/25/stangata_milioni_della_coppia_avvocati_co_10_111125021.shtml