San Marino. «Riciclato oltre un milione per il clan», la vicenda Bacciocchi in un articolo di Pat Cupo, Corriere Romagna

ARRESTI FINCAPITAL, NELL’ORDINANZA DEL COMMISSARIO MORSIANI RICOSTRUITI I RAPPORTI TRA IL NOTAIO ARRESTATO E L’INTERMEDIARIO DEL BOSS VALLEFUOCO
«Riciclato oltre un milione per il clan»
Partono oggi gli interrogatori dei magistrati per Bacciocchi, Zavoli e Zonzini

di Patrizia Cupo
SAN MARINO. Riciclaggio: eccola l’accusa. Secondo le indagini sammarinesi, Livio Bacciocchi avrebbe “scontato” per il clan Vallefuoco, tramite la sua Fincapital, con la mediazione del «socio» del boss Roberto Zavoli e la “mano” del direttore della finanziaria Oriano Zonzini, ben 118 assegni e 17 cambiali per un ammontare di un milione e 273mila euro. I tre, seppur non affiliati al gruppo mafioso, sapevano dell’origine delittuosa di quei soldi: a delineare i rapporti e le attività del trio, al cui vertice sarebbe stato proprio il notaio Bacciocchi, è l’ordinanza di arresto firmata dal commissario della legge Simon Luca Morsiani e consegnata ieri ai legali difensori dei tre arrestati (Zavoli e Bacciocchi detenuti ai Cappuccini, Zonzini ai domiciliari). Intanto oggi partono gli interrogatori e, entro domani, ha anticipato il magistrato, termineranno. In quella sede (e non si esclude un confronto tra i due principali indagati) i difensori ne chiederanno la scarcerazione. L’esigenza cautelare sarebbe scattata proprio per questo: per la distanza registrata tra le versioni rese agli inquirenti da Zavoli e Bacciocchi. Per evitare quindi che i due si confrontassero al rientro del notaio a San Marino (Bacciocchi è rimasto in galera in Italia per otto mesi, anche lì arrestato per riciclaggio e per fatti paralleli a quelli contestati sul Titano), è scattato il mandato di cattura per i tre. Ora, i due attendono ai Cappuccini, in isolamento, da sabato scorso: «Zavoli è sereno e fiducioso e spera di essere sentito al più presto», fa sapere l’avvocato Luca Della Balda che, assieme al collega Stefano Caroli difende il sammarinese. Sulle spine anche Bacciocchi (difeso da Carlo Biagioli) che ha potuto vedere i figli per poche ore prima di rientrare in una cella. Più tranquillo Zonzini (rappresentato da Gian Nicola Berti), che probabilmente verrà sentito solo dopo i due detenuti. L’ordinanza lunga 17 pagine e firmata da Morsiani, quindi, ricostruisce non solo i rapporti tra i tre, ma anche gran parte degli affari di Bacciocchi alla guida di Fincapital: operazioni di natura immobiliare, scrive il giudice, non le avrebbe condotte solo con Zavoli ma anche con altri noti gruppi imprenditoriali che, però, Morsiani non cita. L’inchiesta sammarinese rischia quindi ora di allagarsi ad altri fronti. Senza contare che gli stessi risultano indagati anche in altri filoni di indagini sammarinesi, e sempre collegate alla finanziaria di Bacciocchi o all’inchiesta “Staffa” che, dall’Italia, colpì proprio al cuore di Fincapital: Zavoli, dopo aver dichiarato al Corriere di Rimini di conoscere i nomi degli «amici» influenti di Bacciocchi, ha poi dato il via a un’altra inchiesta, aperta sempre da Morsiani per far luce sui presunti rapporti tra il clan di Vallefuoco e la politica sammarinese. Sullo stesso indaga la commissione antimafia.