San Marino, riforma urbanistica: scontro in Commissione. L’opposizione: definizioni vaghe e garante senza poteri

Tutti respinti gli emendamenti delle opposizioni, ma il confronto in Commissione consiliare sulla riforma urbanistica si è fatto incandescente. Nella seduta serale di ieri, martedì 7 aprile, l’esame del progetto di legge sulla pianificazione territoriale strategica è avanzato dall’articolo 2 all’articolo 6, con la maggioranza che ha approvato ogni articolo con 10 voti favorevoli contro 4 contrari e le opposizioni che hanno attaccato duramente l’impianto del testo, giudicato vago, poco applicabile e pieno di norme “di facciata”.

“Non si chiarisce, si complica il quadro”

Il nodo centrale dello scontro è il linguaggio della legge. Matteo Casali di Repubblica Futura ha contestato l’uso di definizioni ritenute troppo generiche per un testo normativo: “Quando si parla di qualità di un sito, quando si parla di edificio incongruo, stiamo parlando di espressioni che poi diventano legge. E allora, quando qualcuno domani chiederà cos’è un edificio incongruo, chi è che gli risponderà?”. Sul principio della pianificazione territoriale contenuto nell’articolo 2, Casali ha denunciato norme “adattabili a qualsiasi legge”, aggiungendo che “non si chiarisce, ma si complica ulteriormente il quadro”.

Sulla stessa linea Gaetano Troina di Democrazia in Movimento-Motus Liberi, che ha sollevato perplessità sul concetto di vincoli “senza alcun limite temporale”: “Se domani cambiano le condizioni tecniche, se emergono nuove tecnologie, nuovi strumenti di analisi o nuove modalità di intervento, davvero quei vincoli dovrebbero operare per sempre, senza possibilità di revisione?”.

Emanuele Santi di Rete ha posto invece una questione di merito, citando i dati del catasto: “Risultano 17.480 abitazioni censite a fronte di 15.008 famiglie presenti sul territorio. Questo significa che ci sono 2.472 abitazioni che risultano non occupate”, chiedendo se abbia senso “continuare a prevedere possibilità edificatorie anche in aree a dissesto idrogeologico”.

La difesa del Segretario Ciacci

Il Segretario di Stato al Territorio Matteo Ciacci ha respinto le critiche, difendendo l’impostazione della riforma: “Il senso è semplicemente che il nostro territorio presenta caratteristiche fisiche che, in alcuni casi, devono imporre dei limiti alle trasformazioni urbanistiche o edilizie. In altre parole, non tutto può essere fatto ovunque”. Sul monitoraggio del patrimonio edilizio, Ciacci ha rivendicato il lavoro svolto: “In un anno e mezzo abbiamo fatto un lavoro che in precedenza non era stato fatto con questa intensità”, annunciando l’avvio del sistema “Immobili Web” per l’aggiornamento delle informazioni sul patrimonio immobiliare.

Sulle definizioni contestate, il Segretario ha spiegato che l’obiettivo è “costruire un bagaglio lessicale e concettuale che possa essere utilizzato nella nuova pianificazione strategica territoriale” e nei futuri piani tematici.

Il caso del garante della partecipazione

Lo scontro più acceso si è consumato sull’articolo 6, che istituisce il garante della comunicazione e della partecipazione. Casali lo ha definito “un provvedimento di facciata e basta”, chiedendo: “Se il garante è nominato da una delle due parti potenzialmente in contenzioso, cioè dall’UPTE con il suo dirigente e con il responsabile del procedimento, e viene collocato dentro quel medesimo perimetro, come fa a essere davvero garante?”.

Troina ha rincarato: “Non sono previste qualifiche né requisiti. Potrebbe essere tranquillamente un dipendente qualunque, con qualsiasi qualifica. Non vorrei essere nei panni di chi dovrà applicare questo testo”.

Santi ha aggiunto: “Qui si mettono in capo al garante prerogative enormi, come garantire il diritto al contraddittorio dei soggetti nei confronti dei quali lo strumento di pianificazione è destinato a produrre effetti diretti. Qui siamo quasi a un livello di competenze da giudice o da avvocato”.

Il Segretario Ciacci ha difeso la scelta sostenendo che le funzioni del garante sono “assolutamente precise” e che la figura serve “proprio per evitare che il concetto di partecipazione resti vago, astratto e troppo generico”.

Il nodo procedurale

Oltre al merito, le opposizioni hanno contestato anche il metodo: nel testo corretto dagli Studi Legislativi sarebbero presenti modifiche sostanziali e non solo formali, che secondo Santi, Casali e Troina andrebbero presentate come veri emendamenti. Il Segretario Ciacci ha concordato sul principio, dichiarando che “dove invece c’è sostanza, e magari anche un accordo politico o tecnico sul punto, allora possiamo valutare come procedere”.

Un momento di leggerezza è arrivato dall’intervento di Guerrino Zanotti di Libera, che sul garante ha commentato con ironia: “Siccome questo era, per così dire, il contentino per quelli della sinistra, noi ci accontentiamo di quello che sta scritto”.

La Commissione è tornata a riunirsi oggi dalle ore nove.