San Marino. Rimandati i tagli nella Pa, ma…

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Sui tagli alla Pa il governo cambia ancora idea. Pareva ormai assodato che a partire dal primo gennaio sarebbe arrivata la sforbiciata sugli stipendi dei pubblici e invece assistiamo all’ennesima giravolta per cui tali tagli vengono rimandati ad aprile. Lo ha confermato il segretario Guerrino Zanotti nella cornice di Indaco, la trasmissione condotta da Sergio Barducci in onda martedì sera su Rtv. Frattanto prosegue lo sciopero a scacchiera perché i sindacati hanno fatto sapere di considerare una provocazione bella e buona quella di aver tentato di farlo fallire semplicemente proponendo di rimandare i tagli ad aprile. Lo ha ribadito il sindacalista della Cdls Giorgio Felici “quello che si sta svolgendo è uno sciopero al quale i lavoratori stanno aderendo in maniera importante e consapevole. C’è stato uno strano intervento durante un’assemblea generale molto partecipata con i dipendenti Iss dove un dipendente che è anche consigliere ha preso la parola per annunciare un accordo che sarebbe stato fatto sottobanco tra il sindacato Usl e il governo, il che è abbastanza disarmante. Ci tengo a sottolineare con precisione i numeri di cui stiamo parlando, i dipendenti pubblici sono circa 3700 e incidono in termini di spesa corrente per 150milioni compresi i contributi. L’intervento proposto impatta per 3 milioni e le consulenze che si possono evincere dalle delibere del congresso di stato ammontano a oltre 8milioni in sei mesi”. Parole le sue che hanno letteralmente mandato su tutte le furie Zanotti che ha invitato il sindacalista ad essere più preciso nel riferire i dati respingendo la veridicità delle sue affermazioni “non si tratta di consulenze in senso stretto”. Anche il segretario di Usl Giorgia Giacomini si è sentita di rimandare al mittente le accuse di aver raggiunto un accordo sottobanco “semplicemente – ha chiarito – non eravamo disposti ad accettare il fatto che i due articoli inseriti in finanziaria andassero di fatto ad esautorare la funzione contrattuale, siamo del resto consapevoli che i sacrifici vadano fatti, chiediamo solo che ciò non avvenga senza contrattazione”. William Vagnini di Anis dal canto suo ha fatto presente che “sono decenni che chiedevamo di intervenire sulla spesa corrente. Io avrei copiato quello che facciamo nelle aziende: i contratti di solidarietà. Manteniamo il posto per tutti, facciamo un progetto che può durare qualche anno entro il quale mettiamo in campo le azioni per riportare il bilancio alla normalità e a quel punto chiediamo i sacrifici”. Il Presidente di Osla Monica Bollini ha chiuso amara “alla fine emerge sempre il fatto che gli imprenditori non riescono mai a contrattare niente. Indubbiamente la riduzione della spesa pubblica è ormai un obbligo, da tempo si aspetta che sia attuata. Consente di avere un bilancio più corrispondente al pareggio di bilancio e liberare risorse per gli investimenti. A nostro avviso questo tipo di intervento non è sufficiente se non inserito in un contesto più ampio. Ci dovranno essere interventi successivi. Noi abbiamo proposto interventi più ampi che devono essere oggetto di concertazione, per parificare il più possibile i contratti pubblici e quelli privati”.

Repubblica Sm

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