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  • San Marino. Ritraendo il nudo. L’ideatrice del workshop artistico a Palazzo Arzilli racconta il dietro alle quinte dell’ultimo ritrovo.

    nudoOggi si terrà il nuovo incontro, protagonista Roberto Lanci.

    Gli ultimi preparativi poco prima dell’inizio del workshop, i cavalletti sono orientati verso il punto in cui la modella prenderà posto. Stanno arrivando i partecipanti. Ci salutiamo e cominciamo ad entrare in quella particolare concentrazione che, come per magia, isola da tutto il resto, dove esistono solo le linee, le forme, lo spazio. La modella è pronta; mi avvicino e stabiliamo insieme la prima posa. E’ la seconda volta che disegniamo Rita Lynch. Ormai abbiamo cominciato a conoscerla, potremmo quasi provare a disegnarla a memoria.

    Ma qui vige una regola precisa: si disegna dal vero: si osserva con attenzione ciò che vedono i nostri occhi, secondo una modalità che si è affermata, in epoca più vicina a noi, a partire dal Quattrocento. Fra i partecipanti c’è chi prende le misure, come normalmente si fa nei licei artistici o nelle accademie, c’è chi invece si affida unicamente alla propria vista.

    Lascio liberi di procedere come si desidera, dopotutto si tratta di pittori. Non ci sono principianti, sebbene il workshop fosse aperto a tutti. Non si misura usando riga e squadra, strumenti totalmente banditi in questa circostanza. Ci si serve invece della stessa matita con cui si disegna. Direzionandola verso il soggetto e mantenendo il braccio ben teso, si procede al calcolo proporzionale. In questo modo si scopre in quale relazione si trovano le varie parti fra loro e con il tutto. Usando una terminologia divenuta molto di moda, si giunge ad una visione olistica. Così come chi osserva l’immagine prodotta può vedere in un istante la sua totalità. Una caratteristica, questa, propria del linguaggio visivo.

    È presente anche il pubblico, che in maniera molto silenziosa e attenta osserva la nascita di questi studi incentrati sulla figura umana nel suo stato naturale, ossia privata delle vesti.

    Non mostra nessun imbarazzo, ma solo stupore di fronte alla diversità degli stili, alle diverse interpretazioni. Qualche pittore si sofferma a raffigurare i particolari. Altri preferiscono disegnare la figura intera. Uno sguardo all’orologio ed è subito trascorso il primo quarto d’ora di posa. E’ il momento della pausa.

    La modella si riveste, i pittori si spostano fra i cavalletti per vedere i lavori dei colleghi. Si procede in questo modo, variando le pose, fino allo scadere dell’orario previsto.

    Non c’è tempo per i ripensamenti, poche le cancellature. Così si accumulano i disegni sui vari punti di appoggio della galleria. Al termine dell’incontro ci si dà appuntamento al prossimo sabato, oggi, in cui sarà presente il modello Roberto Lanci.

    Siete invitati anche voi lettori di questa breve narrazione, realizzata per incuriosire e divulgare un’arte che accompagna l’umanità dalle sue origini, pur con stili e modi differenti. La Tribuna