San Marino. Ritrovarsi per ricordare momenti felici. Dai liceali degli inizi degli anni ’50 la voglia di trovarsi ogni anno

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Schermata 2014-08-28 alle 23.53.31L’incipit è doveroso: lo ha aperto un ex studente della maturità, anno 1953 e seguenti. Ora è un medico in pensione: “Ero preoccupato perché spesso non riesco a raccordare volti e nomi.

Mi ero diagnosticato ‘prosopagnosia’. Sa, si tratta di quel deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce di riconoscere correttamente i volti delle persone. Mi sono sbagliato, oggi ho riavvolto il film del liceo e solo per un attimo ho faticato ad inquadrare ex compagni di classe; poi un sorriso, la voce cancellate in un colpo solo le incertezze create dagli anni passati senza alcun contatto specie per chi non è rimasto a San Marino”. Infatti molti sono tornati sul Titano, alcuni dopo anni, per rincontrare gli amici del Liceo.

Dunque un Amarcord fra ex compagni di scuola, o di giochi, potrebbe tramutarsi nel tempo in una cura per rinfrescare la memoria. Una pillola molto dolce. Una terapia basata sul “rivediamoci, raccontiamoci cosa abbiamo combinato nella vita dopo la parentesi scolastica”.

Ecco la parentesi scolastica.
Abbiamo ascoltato aneddoti, fatterelli, curiosità, manie e considerazioni (curiosamente sempre benevoli) sugli stessi insegnanti.

Alcune, diremmo, personali. “Nella prima fila di banchi c’erano quattro ragazze. Erano i tempi in cui la moda aveva accorciato le gonne al ginocchio. Stando sedute il vestito, anche se di poco saliva oltre, ma di quel tanto che distraeva chi era interrogato. Mi ricordo bene che si distraeva anche il professore che con la scusa del sigaro che non si accendeva abbassava sempre lo sguardo”.

Erano gli albori del “tempo delle mele: il trepidare per le prime emozioni”. Oppure l’altra battuta: “Al mio compagno di banco, una mattina molto addormentato, il prof chiese il motivo. Lui rispose: sono appena arrivato da un viaggio. Il prof: da dove?, lui da No- vafeltria”.

Insomma questo è stato uno spaccato del clima dell’Amarcord di ieri fra una cinquantina di ex allievi del Liceo.

Un clima ancora goliardico nonostante le molte vicissitudini che la quotidianità spalmata negli anni ha prodotto. Curioso anche assistere la condivisione di cosa sia la politica al di fuori delle stanze del comando. In tre, tutti di partiti diversi, un paio con passati incarichi istituzionali, hanno esaminato l’andamento culturale ed economico-finanziario del paese.

Uno scambio di opinioni tra amici, senza rancori, senza polemiche ma con numerosi “Scusa non voglio contraddirti ma forse…”. Insomma un dibattito politico tra gentiluomini, roba d’altri tempi. Giustamente, come sono cambiate le gonne della liceali, ora sono cambiati i modi di condurre le lotte politiche.

Ma una cosa è rimasta tale e quale: la voglia di riabbracciarsi, la voglia di sentirsi parte di una comunità. Una voglia che ora si vuole allargare non solo ai liceali, ma ampliarla a chi si sente parte di questa società. Qualsiasi sia stato il suo mondo lavorativo. “Un Amarcord per chi ama San Marino e non lo non lo dimentica più”.

La Tribuna

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