Intervista a Rossano Fabbri, Consigliere uscente e candidato di Alleanza Riformista
Consigliere Fabbri, il tema della vicenda Cis sembra ancora centrale nel dibattito politico sammarinese. Qual è la sua posizione al riguardo?
“Se volessimo ancora parlare di quel che è successo nelle legislature precedenti, allora potremmo sbizzarrirci. I sammarinesi, tuttavia, vogliono risposte e guardano al futuro. È innegabile che i processi che coinvolgono la galassia Cis siano ancora in corso e, proprio in questi giorni, nei momenti più caldi. Difficile non parlarne; per voltare definitivamente pagina bisognerà ancora aspettare, perché la ferita è ancora aperta e gronda di sangue. Poteri occulti esterni e interni hanno tentato, in parte riuscendoci, di occupare tutti i poteri dello Stato per fini personalistici e illeciti. In questo Paese ne abbiamo viste molte, ma sino a questo punto non eravamo mai arrivati”.
Alleanza Riformista è un partito relativamente giovane ma ha già trovato uno spazio politico significativo, non a caso è coalizzato con la Dc. Quali sono i punti di forza che vi contraddistinguono?
“Alleanza Riformista è un partito sicuramente giovane ma dinamico, capace di interpretare le esigenze della cittadinanza dei tempi moderni e futuri. La nostra potenza risiede nella capacità di dialogare sui progetti con tutte le forze politiche, di proporre soluzioni innovative e di lavorare concretamente per il bene comune. Abbiamo già ottenuto un importante riconoscimento nello scenario politico, proprio grazie alla nostra determinazione e coerenza”.
Sta ancora in piedi il progetto di aggregazione delle forze di centrosinistra a San Marino?
“In astratto, perché no? Noi da sempre guardiamo con interesse ad un’aggregazione delle forze di area riformista. Il progetto principe di Alleanza Riformista è costruire un punto di riferimento politico solido, portatore di valori condivisi a livello ideologico. Purtroppo, certi movimenti sotterranei, taluni individualismi e la ricerca di potere personale mettono a rischio progetti di altissimo profilo”.
Qual è la vostra posizione sul processo di associazione con l’Unione Europea?
“Riteniamo che la continuità con la precedente legislatura sia fondamentale in tema di accordi con l’UE. Tuttavia occorre chiarezza e una popolazione dettagliatamente informata sul percorso intrapreso. Innanzitutto non si tratta di entrare nell’UE tout court e neppure nello Spazio Economico Europeo, ma di stipulare accordi quadro che evitino di isolarci in un momento complicato a livello globale. Poi sarà importante valutare se questi accordi rispettano le nostre peculiarità di microstato. Ma ribadisco: l’isolamento va evitato, in ogni caso. Siamo già parte dell’Europa e molti temi cruciali sono già in vigore e sono stati accolti da noi, anche obtorto collo, come il contingentamento dell’uso del danaro contante, la fine dell’anonimato societario, l’abolizione delle società anonime. Eppure, mi piace ricordare come l’accordo sullo scambio merci – e, quindi, proprio il settore manifatturiero – abbia sostenuto il Paese durante e dopo le crisi bancarie: non possiamo permetterci di ignorare questa realtà, che rappresenta ad oggi il principale sostentamento per il Paese”.
Il COVID-19 e le guerre in Ucraina e Palestina hanno avuto e stanno avendo un impatto significativo su San Marino, creando non poche difficoltà a quelle parti di popolazione più fragili. Che fare?
“Sicuramente la congiuntura mondiale ha colpito duramente le famiglie e le persone meno abbienti. Non a caso tra i temi centrali della prossima legislatura dovrà esserci il sociale: mutui, bollette e debito. Dobbiamo garantire un sostegno concreto e tempestivo per chi è in difficoltà, lavorare su politiche che favoriscano la ripresa economica e sociale”.
Proprio il debito pubblico è un tema cruciale per San Marino. Quali sono le vostre proposte per affrontarlo?
“Oggi il Paese è condizionato da un debito estero significativo, frutto di una mala gestione che arriva da lontano. Non si può tuttavia ignorare come la scorsa legislatura abbia lasciato un bilancio capestro e il caso Carisp è il risultato di un disegno criminoso per abbassarne il valore e svendere e scalare la banca dei sammarinesi. Il debito va affrontato con serietà, riducendo i costi e aumentando le entrate. Ci sono molte opportunità: dobbiamo eliminare gli sprechi e lavorare per aumentare il gettito fiscale. Il differenziale fiscale, non toccato dagli accordi UE, deve rimanere un caposaldo. Se agiamo con determinazione, possiamo azzerare il debito nei prossimi anni. Non è una situazione drammatica come succede in altre realtà, ma richiede un’azione decisa”.
Torniamo sul tema della pacificazione. E’ possibile oppure no “voltare pagina” e ragionare finalmente sui temi che concretamente toccano la gente, molti dei quali li ha già toccati lei nelle risposte precedenti?
“Voltare pagina è importante ed è possibile. Ma, ribadisco, non possiamo ignorare i processi in corso. I fondi pensione spariti sono soldi dei nostri cittadini e non possiamo permettere che certi drammi si ripetano, così come non possiamo lasciare dispersi in giro per il mondo personaggi ed euro che devono ritornare alla comunità. È il tempo di grandi processi, chi ha sbagliato deve pagare. Solo così potremo veramente voltare pagina e costruire un futuro migliore per San Marino e ricostruire la fiducia attorno al sistema sammarinese”.
La pluralità dell’informazione è un tema delicato. Qual è lo stato di salute del Paese a suo parere?
“Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una perdita di pluralità dell’informazione. Professionisti di un certo livello, che ritrovavamo in un po’ tutti i media, sia sammarinesi, che italiani, rappresentavano un punto di riferimento. Ma oggi gli operatori dell’informazione che si occupano di San Marino sono sempre meno. Questo ha creato un problema serio, poiché una democrazia funziona bene solo se i cittadini sono adeguatamente informati. Dobbiamo lavorare per garantire una stampa libera e specialmente plurale, che possa svolgere il suo ruolo fondamentale senza interferenze e rappresentando tutti”.
Quali sono le priorità di Alleanza Riformista?
“Le nostre priorità includono la lotta alla corruzione, lo sviluppo economico, la tenuta dello stato sociale per una sanità pubblica di alto livello, elevare la proposta formativa e la gestione oculata del debito pubblico. Vogliamo costruire un Paese più giusto, dove tutti abbiano le stesse opportunità e dove il benessere sia condiviso. La nostra visione è quella di una San Marino moderna, aperta al mondo ma fedele ai propri valori e tradizioni”.
Un messaggio finale per i cittadini?
“San Marino ha attraversato momenti difficili, ma ha sempre saputo rialzarsi. Con l’impegno di tutti, possiamo superare le sfide attuali e fare davvero qualcosa di buono e concreto per le prossime generazioni. Noi di Alleanza Riformista siamo pronti a metterci in gioco e fare la nostra parte”.
David Oddone
(La Serenissima)