San Marino. Rottura tubazioni, cittadini senz’acqua. Il territorio della Repubblica, ormai da parecchi mesi, è messo a dura prova dal maltempo.

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  • lavori operaioL’allerta meteo è terminata, ma il maltempo ha lasciato dietro di sé alcuni importanti e tangibili segni. Le abbondanti piogge di sabato hanno infatti provocato la rottura del tubo del gas e di quello dell’acqua lungo strada di Monte Olivo a Domagnano, lasciando gli abitanti della zona senz’acqua e con un “filo” di gas.

    Per il momento, la squadra dell’Azienda di Stato è riuscita a trovare soltanto il punto in cui il tubo dell’acqua si è rotto, ma non quello del gas. Questo perché l’alta pressione dell’acqua non permette alla strumentazione di riuscire a individuare il punto esatto della perdita di gas. Nei prossimi giorni, presumibilmente già oggi, grazie al drenaggio dell’acqua e al bel tempo, i tecnici trovando la rottura del tubo del gas potranno sistemare le tubazioni, riportando alla normalità una situazione di precarietà iniziata già sabato mattina.

    La squadra dell’Azienda, anche grazie all’aiuto di escavatori privati, ha proseguito i lavori anche nei giorni di Pasqua e pasquetta, scavando in due tratti lungo strada di Monte Olivo e in altri due luoghi lungo strada Paderna e strada Valgiurata, proprio per far defluire l’acqua verso valle da strada Monte Olivo, consento così i lavori di ripristino dei servizi di acqua e gas.

    L’origine del problema di strada di Monte Olivo risiede nel fatto che in seguito alle abbondanti piogge di questo inverno, ma anche dell’estate scorsa, si è mossa, compromettendo sia il manto stradale che le tubazioni sotto- stanti. Ma questo è un problema presente in tutto il territorio, da Faetano e Falciano, favorito e aggravato dalla composizione argillosa dei terreni, soprattutto lungo le creste dei calanchi.

    Un’area calanchiva in pericolo, lo ribadiamo, è la zona industriale della Ciarulla. In queste ore, infatti, si sono formate altri smottamenti di terra, e le frane già presenti si sono rimesse in moto verso i capannoni.

    Francesco De Luigi, La Tribuna