San Marino. Saccheggia l’azienda per cui lavora e si costruisce una villa da 800mila euro

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In quattro anni, in concorso con una coppia di sposi residente a San Marino, ha saccheggiato l’azienda per cui lavorava di 801 mila euro. Una fortuna, che in parte ha speso per costruirsi una villa nel comune di Selvazzano. Lei è l’ex contabile della ditta Rodigas Srl di Limena, nata nel 1958 e specializzata anche in pannelli fotovoltaici, che per l’accusa si è appropriata dal 2012 al 2016 del denaro della fabbrica. In pratica la donna B.C., ancora secondo la pubblica accusa rappresentata dal sostituto procuratore Sergio Dini, ha emesso una serie di bonifici in favore della coppia di sposi, F.S. e T.M. residenti a San Marino, che titolari di almeno un paio di aziende hanno emesso regolare fattura. Il punto è che la Rodigas non ha mai commissionato alcun tipo di lavoro alle ditte riconducibili alla coppia di sposi. I tre così, sempre per l’accusa, si sono divisi e intascati il bottino di 801 mila euro. Il Gazzettino

LIMENA. La contabilità era in regola, alla fattura seguiva il pagamento con il bonifico dal conto corrente dell’azienda. Peccato che all’incirca 800 mila euro fossero stati pagati per operazioni inesistenti. Nessuna prestazione reale. Per questo, dopo la denuncia dell’azienda, la procura ha chiuso le indagini nei confronti di un’impiegata infedele, B.C., che, con la complicità di una coppia di imprenditori amici è finita nei guai per appropriazione indebita aggravata dal rapporto fiduciario in essere.

Buona parte di quel denaro è rientrato sul suo conto corrente. Dire che ha arrotondato il suo stipendio è sicuramente riduttivo, visto che, spalmando in 5 anni l’introito rubato, esce una somma che corrisponde ad almeno 5-6 volte il suo stipendio netto. Gli anni incriminati vanno dal 2012 al 2016. Nel giugno del 2016 i titolari della Rodigas di Limena si accorgono che almeno un’operazione è sospetta. Scattano dei controlli serrati che vanno a ritroso fin dove è possibile.

Emergono subito dei pagamenti quantomeno strani a tre ditte che fanno capo a marito e moglie di Rimini. Una ha la sede in Romagna, le altre due nella repubblica di San Marino. Scatta la denuncia penale e partono le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle, coordinate dal sostituto procuratore Sergio Dini, “seguono” il flusso del denaro.

Non è un compito molto agevole visto che per i pagamenti a San Marino serve una rogatoria internazionale e i tempi si dilatano. Comunque la maggior parte di quel denaro dopo aver girato da un conto all’altro, arriva in quello della contabile che, proprio negli anni incriminati, si costruisce una casa a Selvazzano. Con quel denaro? Molto probabile. Come detto la cifra non torna per intero: è possibile che i due imprenditori (che si scoprirà essere amici della donna) si tengano le spese, magari l’Iva.

Comunque sono finiti denunciati anche loro – si tratta di F.S. lui e T.M. lei – per appropriazione indebita. In teoria per loro si potrebbe profilare l’imputazione di riciclaggio ma la Procura in tal senso sta facendo ulteriori verifiche. All’impiegata sono 4 le operazioni che le vengono contestate: fatture farlocche che giustificano altrettanti bonifici da 330 mila euro, 241 mila, 180 mila e 50 mila. L’ultimo pagamento sarebbe stato fatto per spese personali e quindi non coinvolgerebbe la coppia di imprenditori riminesi. Ovviamente l’impiegata è stata licenziata dalla Rodigas, un’azienda storica e che si occupa di fotovoltaico, condizionamento che esporta in 40 Paesi del mondo. Il Mattino di Padova

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