San Marino. Saldi di fine legislatura

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In questi giorni l’aula consiliare è concentrata sull’assestamento del bilancio anche se per dovere di cronaca dovremmo forse dire che lo è di più sulla campagna elettorale che ancora qualcuno – ma ormai sono pochissimi a crederci – sostiene essere soltanto una campagna referendaria. La verità è che alle urne, il 2 giugno, si gioca l’intera partita e che chi soccombe difficilmente potrà ancora raccontarla. La maggioranza e il governo hanno ben capito a cosa si sta andando incontro. Che su questo tema c’è la massima consapevolezza lo ha dimostrato il testo del progetto di legge sull’assestamento del bilancio che in seconda lettura contempla, su un testo di 16 articoli, ben 18 emendamenti. Lo ha sottolineato in aula il capogruppo della Dc Alessandro Cardelli: “Non abbiamo interventi economici ma di tipo clientelare perché fra due settimane si va al voto e si vogliono prendere per il naso le persone”. Anche per il collega di partito Stefano Canti c’è un ritorno al passato specie con l’emendamento che reintroduce il regime forfettario. Durissimo sul punto il consigliere della Dc Marco Gatti che mette in luce come saremmo di fronte all’ammissione di un vero e proprio fallimento: “questo pdl è l’attestazione del fallimento delle politiche del lavoro e vuole tamponare il fatto che il mondo del lavoro non funziona, che le imprese non assumono. Ecco allora il reddito di cittadinanza per gli ultracinquantenni disoccupati. Tutto questo porterà all’ennesima patrimoniale, non c’è nulla di sviluppo, è solo una operazione di immagine”. Concetti ribaditi dal consigliere di Rete Elena Tonnini che ha rincarato la dose: “L’assestamento – ha spiegato – serve a portare correttivi numerici e invece non si fa che cogliere l’occasione di buttarci dentro di tutto. Si modifica la legge sulla privacy appena fatta, si va a modificare la Lisf, si entra nella sfera del Tribunale amministrativo. Manca evidentemente la visione di sistema e si portano provvedimenti che possono far scena nell’immediato ma che non aiutano a mettere il Paese in sicurezza. A ben vedere poi ci sono soltanto promesse perché tutto viene rimandato a futuri decreti dove l’unico referente è il congresso di Stato”. Tanti i dubbi sugli emendamenti portati in aula che hanno fatto dire alla Tonnini in un discorso rivolto a Movimento Civico10: “cosa vi hanno promesso per farvi ingoiare il rospo? A pubblica virtù corrispondono vizi privati. Quali rospi state per ingoiare? Perché non prendete posizione? Vale la pena mettere sotto contrattazione la barra dritta sui temi di tenuta del sistema e barattare tutto questo con un tornaconto politico immediato? E’ questo che fate? Su quale provvedimento verrà chiesto il vostro silenzio? Perché il contentino”? Entrando nel merito dei contenuti il consigliere indipendente Giovanna Cecchetti ha detto: “Vorrei anzitutto evidenziare che gli emendamenti presentati dal governo, che vanno, di fatto, a stravolgere il testo del progetto di legge, con l’inserimento del pacchetto crescita, appaiano più uno slogan di fine legislatura incapace di andare oltre all’enunciazione. Dico questo in quanto in mancanza di dati, con esigenza da parte dello Stato di entrate per poter sostenere le spese per il mantenimento della macchina burocratica, con la decurtazione di una parte di entrate a sostegno delle imprese, che peraltro mi vede d’accordo, mi chiedo appunto se questi interventi siano sostenibili, che impatto avranno sulla tenuta del bilancio. Questo perché gli incentivi che verranno introdotti, dei quali concordo che il nostro sistema abbia bisogno, parlo degli art. 2 bis, 2 ter e 2 quater che istituiscono gli interventi a sostegno delle piccole medie e grandi imprese e a sostegno dei lavoratori, se da una parte metteranno le aziende nella condizione di poter accedere a delle agevolazioni e semplificazioni a livello economico e fiscale, dall’altra produrranno sicuramente minori entrate per l’erario, e in queste condizioni, in cui non si intravedono investitori esterni ed interni che intendono fare impresa nel nostro territorio, queste soluzioni non bastano, rischiano appunto di non essere sostenibili per il nostro bilancio e rimanere dì fatto slogan”.

Repubblica Sm

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