Dove ripartire per far tornare grande un partito.
La politica è per chi si sporca le mani.
Ai politici non gliene frega niente del cittadino.
I politici pensano solo a riempirsi le tasche.
Quante volte abbiamo sentito queste frasi? Anche se le avessimo dovute sentire una volta sola in tutta la nostra vita sarebbe stato troppo.
Non dobbiamo più accontentarci della nostra classe politica.
Recarci alle urne per votare il “meno peggio”, non ci permette di esercitare al meglio il nostro diritto di voto manifestando le nostre volontà. Siamo così sicuri che a questo punto la sovranità appartiene ancora al popolo? Ma siamo noi cittadini i colpevoli di tutto. Abbiamo lasciato che la politica uscisse dalla nostra vita, e abbiamo fatto in modo che sia una cosa che appartenesse a pochi.
Anche la classe politica ha le sue colpe: ha permesso che la cittadinanza perdesse quella fiducia di cui ha investito un comune cittadino del potere di rappresentarla.
Ha fatto prevalere la rabbia laddove avrebbero dovuto prevalere i servizi che uno Stato mette a disposizione del suo popolo.
Si parla dei democristiani come una “brutta razza”, quindi se i democristiani sono una brutta razza, se i comunisti sono ignoranti, se i socialisti sono degli scansafatiche, se i movimenti sono quelli che fanno casino giusto per far casino.
Da che parte stiamo? Ecco da dove bisogna ripartire.
Bisogna ripartire dal popolo. Da colui che ci dà fiducia e si aspetta un buon lavoro da noi.
Oggi non importa di colore hai la divisa, l’importante è che fai il tuo lavoro fatto bene, che sei onesto e che hai le capacità.
Diciamoci la verità: se io ho studiato per diventare medico non sarò bravo come commercialista (e per alcune variabili potrò non essere un medico di fama mondiale), allo stesso modo, se non ho studiato, ma sono andato a lavorare, avrò più esperienza di chi ha iniziato da poco il mio stesso lavoro, però certamente non potrò diventare medico non avendo il titolo di studio adeguato. Non si tratta tanto di capacità, ma di possibilità e di esperienza.
Tutto ciò per dire che la politica è un lavoro. Bisogna avere le capacità in primis, e successivamente la voglia di fare, la passione, il carisma, l’amore per il proprio paese, l’onestà e tutte quelle caratteristiche che servono a mettersi al servizio degli altri, senza aspettarsi un corrispettivo in cambio.
Certo ci si auspica che se io sto male mi rivolga a un medico e non a un macellaio.
Come una persona famosa ha bisogno dei suoi fan per continuare a lavorare, il politico ha bisogno del suo popolo.
E dov’è in questo momento?
E’ inutile se torniamo a pensare al nostro Stato solo quando siamo chiamati alle urne per le elezioni o per i referendum, poi abbiamo il coraggio di lamentarci se alcune scelte non ci rispecchiano.
La politica è un lavoro che va gestito direttamente dal popolo. Ecco perché servono le sale piene durante i comizi e le riunioni, ecco perché servi tu che inizi ad esporti a far sentire la tua voce cercando un confronto con le figure politiche, ecco perché la politica ha bisogno di te.
Serve comunicazione tra il politico e il cittadino medio. Non bisogna arrivare al dialogo solo quando ci si lascia prendere dalla rabbia, ma bisogna agire subito per prevenire quella staticità che ci ha intrappolato negli ultimi anni. Importante evitare gli sconti, ma cercare sempre una base neutra.
A prescindere dai risultati del ballottaggio del 4 dicembre, la Democrazia Cristiana è ancora il partito più rappresentativo. Non solo perché all’interno della lista erano presenti anche i “cittadini medi” ma perché ha dato l’opportunità a persone comuni di far parte di una lista elettorale. Le ha ascoltate, le ha comprese, hanno identificato assieme problemi e idee per risolverli.
Ecco perché il PDCS, nonostante le ultime vicende giudiziarie è cresciuto: perché ha dato fiducia ai cittadini che avevano idee e sogni spinti dall’amore per il proprio paese.
Quindi vi invito a partecipare alle iniziative della vostra sezione, a non restare solo dei meri tesserati, ma di vivere l’esperienza politica fino in fondo. Vi invito a conoscere i politici e a parlare con loro riguardo a quello che vi preoccupa o che vi sta di più a cuore.
La politica non deve essere per pochi, ma è di tutti.
Tra poco finirà il 2016, e noi GDC non solo siamo in crescita, ma ci stiamo organizzando per il nostro congresso e vi posso assicurare che l’emozione è tanta, sia per chi affronterà questa avventura per la prima volta e sia per chi invece l’ha già vissuta in passato.
Noi vi auguriamo un 2017 che vi apra le strade per realizzare i vostri sogni e progetti, noi ci auguriamo di poter formare una squadra giovanile tutta femminile.