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  • San Marino. Satira. “Chi sale e chi scende in casa DC” … de ”La Giuria del Festival”

    Il mondo è fatto di scale, c’è chi scende e c’è chi sale.
    La legge sull’informazione ci ha ricordato questo vecchio adagio.
    In effetti c’è chi è sceso e chi è salito sotto tanti punti di vista in casa DC.

    Salgono inarrestabili le quotazioni dell’astro nascente Lorenzo Bugli, applauditissimo relatore della legge. Completata la scala di Giancarlo Venturini ha percorso con disinvoltura quella ciellina.
    Adesso si starebbe addirittura accampando anche sul pianerottolo della correntina minoritaria DC Mussoni – Lonfernini.
    Cosa non si fa per raggiungere i propri sogni!.
    Al pittoresco Bugli suggeriamo di essere prudente.
    A cantar in tutti gli orti ci si fa anche male.

    Cosa di cui ne è pienamente consapevole il Capogruppo DC la cui gestione consigliare è stata indecorosa.
    Il pastore di un importante gruppo di pecorelle sfanculato dal proprio gregge.
    Non un proprio buon segnale per il futuro politico di Mussoni.
    Sarebbe un vero peccato.
    I suoi interventi traboccano sempre di continui e incessanti richiami alle riforme e ai progetti.
    Non si sa a quali ma sappiamo che dice che le devono fare sempre gli altri.
    Ci abbiamo fatto l’abitudine e ci dispiacerebbe non sentire più la sua voce.
    Magari i suoi alleati futuri preferiti, alias Repubblica Futura e Morganteria lo aiuteranno a tornare in sella e riprendersi il suo ruolo di leader attualmente piuttosto mal sopportato.

    Sparato inarrestabilmente verso la stratosfera il Segretario con delega alla Informazione.
    In virtù della sua cultura e della preparazione giuridica, confermata da lauree honoris causa anglofone, non si offenderà se ci sentiamo di paragonarlo al Leviatano di Thomas Hobbes.
    Onnipresente, onnisciente e onnipotente.
    Non lo ferma più nessuno.
    Dalle previsioni meteo alle leggi sul lavoro non ne sbaglia una.
    La mano in tasca tenuta davanti ai microfoni di RTV durante il commento sulla legge ci ha regalato un vero brivido.
    È proprio lui, l’uomo che non deve chiedere mai.
    D’altronde Nomen Omen.
    Perdonate la citazione latina, il Segretario comunque la comprenderà.

    Il Gruppo Consigliare DC vive una condizione di tipica stabilità.
    A un anno dal voto sono partite le mosse.
    C’è chi è in campagna, chi si deprime per non aver sfondato ed è preoccupato per l’anonimato, chi fa i conti se potrà salire alla prossima legislatura agitando sospetti a destra e a manca e chi attende gli eventi.
    Sarebbe bello poter installare, come spiegato dall’ex magistrato Luca Palamara, un “Trojan” sui cellulari dei consiglieri DC.
    Tra chat di gruppo, sottogruppi ed SMS certamente ne leggeremmo di tutti i colori.
    Ci correggiamo di colore rigorosamente bianco azzurro.

    Un po’ ma solo poco in ribasso il Segretario politico Venturini.
    È lui che darà alla fine le carte, metterà a posto i casini dei suoi uomini di punta e garantirà i patti. Venturini sa di avere un grosso problema.
    Dietro di lui c’è il vuoto.
    Lo sanno anche le teste pensanti delle altre forze politiche.
    Non è un caso che il gioco di logorarlo puntando sulla vanità di chi lo contrasta e su chi la nostalgia dei governi di due legislature fa sia il tasto più spinto.

    La giuria del Festival