Lunedì 18 Novembre nientepopodimenochè “La Repubblica” ha pubblicato un articolo a dir poco mieloso, apparentemente dedicato al segreto bancario a San Marino, ma in effetti sfacciatamente favorevole al Direttore di Banca Centrale Sammarinese, Mario Giannini, e al Presidente , Renato Clarizia, due uomini che “provenivano dall’Italia”, si legge nell’articolo.
Come se i sammarinesi fossero tutti incapaci e se non fossero giunti nel nostro Paese questi due eroi, San Marino fosse rimasta nella Black List italiana. Solo c’è un piccolo particolare, e cioè che, nonostante gli sforzi, “la santa pazienza” e la “sopportazione” di Giannini e Clarizia, San Marino è ancora nella black list. Chissà se i nostri due se ne sono accorti? Qualcuno a “La Repubblica” glielo dica!
La verità che si respira qui a San Marino è un po’ diversa. A San Marino si dice che nei posti di potere e al vertice della cosa pubblica e anche a Banca Centrale, ci sono attualmente tutti italiani e, guarda caso, l’Italia pare non essere per nulla contenta di come stanno andando le cose, tanto è vero che la nostra Repubblica è ancora in Black list.
Qui a San Marino si comincia a pensare che forse ciò di cui il Paese avrebbe bisogno sarebbe una bella piazza pulita. Tanto per come vanno le cose……
Tornando comunque ai nostri due protagonisti si legge nell’articolo di “La Repubblica”: “Se in pochi anni si è riusciti a riordinare il sistema finanziario, ciò si deve anche al fatto che taluni degli artefici provenivano dall’Italia (ad esempio Giannini e Clarizia) e quindi hanno potuto agire in piena autonomia e senza condizionamenti locali, muniti di tanta pazienza e sopportazione rispetto alle critiche che, anche se di pochi, ricevono accoglienza sulla stampa locale”. Firmato: Gianni e Pinotto.
Diversamente Pasqualino.











