San Marino. Satira. Gino e Pietro: Live from Rocca Pietore

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Io e Gino da due mesi ci siamo trasferiti a Rocca Pietore

Per tanti motivi: il fresco, i ricordi di gioventù ai tempi della “mitica” colonia guidata da Don Erminio ma, soprattutto, per starcene un po’ lontani dai politici sammarinesi.

Saranno giovani (neanche tanto) saranno inesperti (dipende per chi è per quale argomento), saran quel che saranno ma – per noi che abbiamo avuto a che fare con la politica di Giacomini, Bigi, Selva, Della Balda, Boscaglia e Ghironzi – fanno veramente incazzare.

Ne abbiamo viste e sentite troppe in questi due anni e mezzo e la nostra pazienza, date le ottanta e passa primavere, non ha più chissà quali margini.

Eppoi Io e Gino non siamo mica come la DC, Rete e i Socialisti che da gennaio aspettano pazientemente, lealmente e pacatamente che i civici e i sinistri stacchino la spina.

Aspetta e spera, che poi si avvera…come cantava Renzo Arbore ai tempi di “Cacao Meravigliao”.

Ma torniamo a Rocca Pietore che, in questi giorni, è diventata la sede delle istituzioni sammarinesi.

L’altro giorno passeggiando tra Sottoguda e i Serrai abbiamo visto sfrecciare due auto grigie di marca polacca targate bianco azzurro.

Gino, che non dorme mai nella paglia, mi ha detto: “guarda che sono le macchine dei Reggenti”.

L’ho guardato stralunato e mentre stavo per dire la mia mi ha subito freddato: “Dis che e promotour dal machini novi l’è ste che segreteri…come usciema, dai l’amig ad Siri. Sta zet, nu di nint! “.

Ma io non volevo parlare della scelta, effettivamente discutibile e stramboide, delle nove auto reggenziali.

Volevo solo far notare a Gino che se i Reggenti sono fuori San Marino allora le voci della caduta del governo in concomitanza con la Festa DC fossero del tutto infondate.

In un Bar nei pressi del Bosco Verde abbiamo poi incontrato un autista della Reggenza che abbiamo salutato calorosamente.

Ci ha spiegato che i nostri Capi di Stato erano saliti a Roccapietore per riposarsi un po’ e che avrebbero avuto un incontro ufficiale con il Sindaco del Comune.

“Una iniziativa meritoria” ha detto Gino.

Ma – a distanza di qualche giorno – non so se quel “meritoria” avesse in se anche una punta ironica.

Di Gino fatico sempre, infatti, a capirne in profondità il pensiero.

Continuando a camminare abbiamo incontrato tanti concittadini presenti in villeggiatura in questa valle sparsi tra Malga Ciapela e Rocca.

E tutti quelli che incontravamo ci chiedevano: “ma allora cade?”.

Ad ogni domanda ricevuta Gino si incazzava e cambiava discorso.

Io, invece, per non essere sgradevole rispondevo: “prima o poi, ma è una politica strana quella di oggi. Magari Ciacci e Morganti faranno come Salvini. Aprono la crisi e poi ritrattano tutto perché vedono che i due Venturini (quello DC e quello di Ap),Rete e i Socialisti si stancano e iniziano a fare sul serio. Chissà!”.

Tra me e me però pensavo che era meglio starsene zitti come faceva Gino.

Dare una spiegazione ad una politica “senza senso” è impossibile.

Come in Italia anche a San Marino assistiamo alla catastrofe di una classe dirigente

Il che non vuol dire mettere tutti sullo stesso piano – ci mancherebbe, esistono molte gradazioni e sfumature di peggio nella vita.

E, Gino, che non è in patacca – stando in silenzio – ha fatto più che bene.

D’altronde Gino ha sempre ragione.

Gino e Pietro

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