San Marino. Satira. Il Festival di San Remo” … di Gino e Pietro

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Durante la settimana del Festival io e Gino ci siamo visti poco. Purtroppo sono caduto in casa quando ho appreso da RTV dopo giorni di suspence che Celli si sarebbe finalmente dimesso. Mia moglie presente nel momento dell’accaduto piuttosto che accertarsi sulle mie condizioni è scoppiata in una fragorosa risata.
“Perché ridi?”, le ho chiesto piuttosto alterato. “Perché la dovete smettere te e quel tuo amico supponente di scrivere e parlare di politica. Non avete più l’età. Sembrate due pettegole arrabbiate solo perché i bei tempi non tornano più”. Mentre mi massaggiavo il fondoschiena ho trattenuto qualche parolaccia e me ne sono corso in camera a sdraiarmi dal letto. Solo che da quel letto per una settimana intera non mi sono più alzato e così ho dovuto ripiegare su Whatssap per scambiare le mie opinioni con Gino. Meno male che c’è stato il Festival di San Remo, altrimenti solo in casa con la mia adorata moglie avrei dato di matto.

Pietro: “Gino, hai visto San Remo?”

Gino: “Certo che l’ho visto, e non mi è piaciuto. E’ stato un festival freddo: niente fiori, niente scaloni drammatici, solo blu acqua. Pare di essere dal dentista. Quello poco simpatico. Quello che nemmeno ti chiede come stai e cerca di farti passare la paura del trapano. È come la politica sammarinese svuotata di idee, contenuti e passione. ”

Pietro:”E del vincitore, Mamhod, che mi dici?”

Gino: “Il titolo della sua canzone “Soldi” mi ha fatto subito ricordare l’ex salvatore della Patria Ali Turki. Quello che nessuno del Governo ha mai detto di avere incontrato e che invece la nostra TV di Stato con abile operazione di intelligence ha scovato a Misano. Anche lui adesso vuole i suoi soldi indietro perché a sua detta è stato raggirato da un egiziano e da una trattativa su cui la magistratura sta indagando. Nulla da paragonare rispetto alla simpatica polemica sulla giuria di qualità che avrebbe bruciato il voto popolare del festival.”

Pietro: “Un vero peccato per Ultimo, una faccia nuova”

Gino: “Si è come l’opposizione dei movimenti. Favoriti sulla carta ma sul pratico con la testa tra le nuvole. Da un mesetto si sono persi in voli pindarici. Qualcuno della maggioranza gli avrà fatto credere che voleva staccare la spina e loro han subito beccato. Sogni d’oro. Per rivincere il festival sai che devi aspettare un anno. In politica la centralità puoi perderla in un attimo e non riaverla più”.

Pietro: “E Baglioni, ti è piaciuto?”

Gino: “Vederlo muoversi sul palco mi ha fatto pensare alla Dc e AP. Lento come tutta l’attuale dirigenza DC e distaccato come quella di AP. Una brutta situazione. Due debolezze che ingessano l’intera politica”

Pietro: “E Bisio e l’imitatrice?”
Gino: “Comprimari. Come i socialisti e Civico 10.”.

Sto per uscire a farmi una leggera camminata anche perché in casa non ce la faccio più a stare.
Rileggendomi gli SMS mi viene da dire che Gino ha sempre ragione .
Perchè  San Remo è San Remo!.

N.B. : i nostri SMS sono veri ed innocenti, non come quelli che colpirono il cellulare di Podeschi (per non fare confusione il Segretario di Stato più amato di sempre dagli insegnanti e dalle famiglie sammarinesi) e di altri suoi colleghi che furono oggetto nella calda estate dello scorso anno di un attacco volto forse a destabilizzare il quadro politico come nel al caso degli hacker russi e al “Russiagate” che ha sconvolto gli Stati Uniti. Non sto esagerando, ai tempi  disse proprio così!.

Gino e Pietro

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