Via libera, dal Consiglio Grande e Generale, ai Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2025 e Bilanci Pluriennali 2025/2027: provvedimenti approvati dall’Aula con 36 voti favorevoli, 14 contrari e 2 non votanti.
Nella seduta pomeridiana di giovedì19 dicembre, prosegue in maniera molto accalorata il dibattito sull’emendamento congiunto (poi respinto) presentato dalle forze di opposizione (D-ML, RF e Rete) inerente l’Organismo di Sorveglianza delle operazioni di cartolarizzazione. Con l’emendamento si propone una modifica dell’articolo 3 comma 2 del Decreto Delegato 19 marzo 2024 n.55, stabilendo in particolar modo che i “membri dell’ODS, nell’espletamento delle funzioni loro affidate, ai fini dell’acquisizione dei dati e dei documenti utili all’espletamento delle loro funzioni, si rapportano direttamente con gli organi istituzionali, con gli uffici dell’amministrazione finanziaria, con Banca Centrale della Repubblica di San Marino, con IGRC e con gli Originator. Nei confronti dell’ODS non sono opponibili il segreto d’ufficio, il segreto professionale, nè il segreto bancario di cui all’articolo 36 della Legge n.165/2005 e successive modifiche”.
Interviene Massimo Andrea Ugolini (PDCS): “Noi come forza politica crediamo che sia un atto dovuto una leale collaborazione tra gli organismi dello Stato che hanno come finalità l’interesse pubblico. Per questo motivo non crediamo sia necessario un provvedimento apposito. A meno che non ci siano elementi ostativi di dialogo, noi crediamo siano sufficienti dei protocolli di intesa per disciplinare una corretta modalità di interazione”.
Critico Gaetano Troina (D-ML): “Se l’Organismo di sorveglianza evidenza delle difficoltà operative, l’Aula ne deve prendere atto e consentire all’organismo stesso di poter svolgere la propria attività al meglio”.
Secondo Giovanni Zonzini (Rete): “Ieri sera, a fronte di questa richiesta che ci sembra del tutto ragionevole, abbiamo visto infervorarsi il Segretario Gatti che è arrivato addirittura agli strattoni con il segretario della DC. Trovo la situazione oggettivamente inquietante”.
Rileva Luca Boschi (Libera): “E’ importantissimo che Banca Centrale sia obbligata a rispondere alle richieste del Comitato di sorveglianza: per far questo però ritengo sia sufficiente convocare una Commissione Finanze, con i membri di Banca Centrale, le società di gestione e l’Organismo di sorveglianza, verificando che quest’ultimo possa avere tutti gli strumenti per compiere il suo lavoro”.
Puntualizza Silvia Cecchetti (PSD): “Non penso che la Banca Centrale abbia posto in essere atti che hanno ostacolato l’attività di controllo dell’Organismo di sorveglianza. Non dobbiamo andare ad inserire qualcosa che è già previsto, semmai fare in modo di favorire questo tipo di collaborazione attraverso protocolli e intese”.
Nicola Renzi (RF) parla di “rissa da bar” riferendosi alle tensioni registrate in Aula nella serata di mercoledì: “La legge è chiarissima. I professionisti che abbiamo nominato sono pubblici ufficiali e ne dovrebbero rispondere se volessero divulgare dei documenti”.
“Nella serata di ieri abbiamo assistito a delle scene alla Gomorra” dice Matteo Zeppa (Rete). “Non posso accettare il fatto che dall’audizione scaturisca il fatto che poche persone gestiscano con i soldi dello Stato tutta la questione Npl”.
Carlotta Andruccioli (D-ML) rimprovera la maggioranza. “La vostra strategia è quella di minimizzare l’accaduto. Le comunicazioni che ci sono arrivate indicano un’evidente difficoltà nel collaborare. L’Organismo di sorveglianza ha scritto a tutti i membri della Commissione sottolineando queste difficoltà operative”.
Secondo Iro Belluzzi (Libera) “anzichè gettare fango l’uno sull’altro, l’approccio dovrebbe essere quello di favorire un chiarimento tra gli organismi all’interno della Commissione Finanze e capire quali sono gli elementi ostativi”.
“Non ci dovrebbe essere nessuno qui dentro che si oppone ad una richiesta legittima di questo Organismo” sottolinea Sara Conti (RF).
Prende la parola Gian Nicola Berti (AR): “Non mi stanno bene le insinuazioni circa il fatto che ci siano chissà quali interessi dietro questa cosa. Sappiamo che il sistema di recupero sta procedendo correttamente, le garanzie dello Stato sono state utilissime, il mercato sta rispondendo positivamente. A qualcuno piace gettare ombre sull’attività di Governo. Io sto con il Segretario Gatti che ha ragione di arrabbiarsi: inserire un emendamento del genere è un abominio”.
Maria Katia Savoretti (RF) commenta: “Qua nessuno vuole minare il terreno o delegittimare Banca Centrale. Approvando questo emendamento, daremmo la possibilità all’Organismo di svolgere in maniera più ampia la propria funzione: anzichè tappargli la bocca, dovremmo essere contenti se ci vengono segnalati degli aspetti che possono essere migliorati”.
Sul punto anche Michela Pelliccioni (D-ML): “Il clima non pare molto sereno soprattutto in questa legislatura. Abbiamo assistito a scene che non vorremmo mai più vedere. Quello che sta succedendo non è assolutamente normale”.
“Capisco la tensione – osserva Matteo Rossi (PSD) – però ritengo che lo scontro politico non porti a niente. Deve prevalere il buonsenso. Sono d’accordo con quanto detto dal capogruppo Ugolini: facciamo in modo di trovare una soluzione senza intervenire su una normativa già esplicita”.
Chiarisce Manuel Ciavatta (PDCS): “Tutti abbiamo la volontà di fare in modo che l’Organismo possa operare al meglio. Anche Banca Centrale dovrà collaborare, se per caso così non è stato. Ciò detto, evidentemente l’operatività dovrà essere rendicontata in maniera chiara. Il dibattito che abbiamo fatto oggi non ha toccato il tema dell’operatività. Qua dentro si lanciano sospetti su presunte volontà di nascondere delle cose: la DC non vuole che questo succeda”.
Nel finale spazio alle repliche del Segretario di Stato Marco Gatti: “Credo si sia ecceduto su un diverbio che io e il segretario Venturini abbiamo avuto per un’incomprensione dovuta alla gran confusione che c’è sempre in quest’Aula. L’emendamento non è accoglibile perchè c’è una ingerenza da parte di un organismo nell’attività di vigilanza. E’ chiaro che la collaborazione dovrebbe essere implicita. Visto che è in fase di promulgazione un regolamento sulle procedure di cessione e le forme di pubblicità sulla cartolarizzazione, andremo a specificare questa cosa nella maniera corretta, che è quella di una collaborazione e non dell’ingerenza”.
Nel finale le considerazioni di Nicola Renzi (RF): “Noi su questo non molliamo l’osso. Oltre a riproporre l’emendamento, chiederemo un’audizione. Non è un giochino politico. Questa operazione è partita per gestire una mole di Npl che sono frutto degli errori del passato. Noi vogliamo che tutti i controlli che ci possono essere vengano fatti. Non abbiamo capito però cosa vuol fare il Governo”.
Si passa quindi alle dichiarazioni di voto.
Nicola Renzi (RF): “La collaborazione da parte delle opposizioni c’è stata. Noi siamo convinti che se l’operazione sugli Npl fallisse, sarebbe il colpo di grazia per il nostro Paese. Da qui l’esigenza di mettere in campo tutti i controlli possibili affinchè ciò non avvenga. Purtroppo però abbiamo trovato un muro. Ringraziamo il Segretario Gatti che su due emendamenti presentati ci ha dato la disponibilità a ridiscuterli in gennaio. Sfrutteremo la legge sviluppo per tornare a fare le nostre proposte che crediamo possono essere utili. Da questa finanziaria, non abbiamo capito le scelte che il Governo e la maggioranza vogliono fare: attenderemo gennaio per vedere quali saranno i contenuti che la maggioranza sarà riuscita a mediare. La maggioranza arriverà in ordine sparso? Noi speriamo che ci sia già stata una sintesi. I dati numerici sono incontrovertibili: oggi sappiamo che il disavanzo conclamato è di circa 30 milioni ai quali si sommano forse altri 5 milioni e 800mila euro per l’ISS. Noi abbiamo proposto nove emendamenti che riguardavano asili nido, centri estivi, assegni familiari. Abbiamo individuato delle fasce di età che sono i giovani con figli, gli anziani, che dobbiamo assolutamente sostenere, certo magari in maniera proporzionale al reddito. Le nostre proposte non sono passate, noi continueremo ad illustrarle alla popolazione, le riproporremo nella legge ‘omnibus’. Siamo sempre pronti al dialogo, ma se le modalità di discussione che abbiamo avuto sono queste, allora siamo molto, molto pessimisti”.
Fabio Righi (D-ML): “Il dato politico che registriamo è che la campagna elettorale è stata una immensa fandonia raccontata ai cittadini. Le posizioni espresse in quel contesto sono state radicalmente cambiate da alcune forze politiche. Registriamo che questa maggioranza non riesce ad avere un equilibrio: lo si evince dagli scontri fuori microfono, dalle cose minime. Oltre a ciò, una totale mancanza di prospettiva legata ad una pianificazione. Abbiamo un’esposizione di oltre 450 milioni con i titoli esteri. Si fa finta che la soluzione possa essere sempre il rollover di quel debito. Non arriva in questa finanziaria, e abbiamo poca fiducia che arrivi nella legge omnibus, una pianificazione di quello che può essere il futuro. Si fa un’ordinaria manutenzione, si stringe qualche vite. Il problema è che questo non è più il Paese del paradiso fiscale, che avete creato negli anni Novanta e può disinteressarsi di quanto accade fuori dai nostri confini. Si rimanda tutto a gennaio. Poi ricominceremo a dire che c’è sempre bisogno di un protocollo o di un approfondimento in più. Io vi ringrazio perchè questo rende evidente qual è la politica che proponete e quale è la politica che proponiamo noi. Una legata alla gestione di affari bagatellari, l’altra focalizzata sulla risoluzione dei problemi”.
Massimo Andrea Ugolini (PDCS): “Siamo stati i primi a voler dire che non volevamo andare avanti con finanziarie con all’interno di tutto e di più, evitando la decretazione come richiesto dal GRECO e facendo dei progetti di legge specifici. Abbiamo voluto fare un cambio di metodo. Con una modalità responsabile di tutte le forze politiche, siamo riusciti a concludere il dibattito sul Bilancio in tempi celeri. Questo è il metodo che vogliamo portare avanti nella legislatura: progetti di legge specifici sui temi che riteniamo di interesse per la cittadinanza. La Finanziaria prevede un previsione di disavanzo di 28 milioni di euro su cui il Governo dovrà certo lavorare, dando l’esempio nel contenimento della spesa pubblica e mettendo in campo politiche per attrarre nuove economie. I report internazionali ci indicano che la strada intrapresa è quella corretta. Si dà continuità di lavoro a quanto posto in essere nella precedente legislatura. Occorre arrivare a degli avanzi di bilancio per recuperare quel gap che manca. Speriamo si possa arrivare alla riforma IGR con quei correttivi che possono portare nuovo gettito. L’obiettivo restare incamerare più risorse per continuare ad abbattere il debito”.
Matteo Rossi (PSD): “In questo bilancio abbiamo destinato fondi per opere pubbliche. Sulla questione sanità, abbiamo confermato gli impegni e aumentato gli stanziamenti. Ugolini ha parlato di cambio di metodo: condivido che l’approccio ha funzionato. Si è fatto un bilancio senza stressare il Parlamento in maratone senza senso trovando anche un punto di dialogo con l’opposizione che ha permesso un confronto umano e urbano. Noi come PSD c’eravamo nella scorsa legislatura: abbiamo fatto un miracolo per dare liquidità al sistema, garantire i servizi, nonostante pandemie e guerre. Il cambio di metodo è importante. Libera darà un apporto fondamentale a questa esperienza. Ci saranno riforme da fare: siamo pronti ad accettare la sfida. Dopo il cambio di metodo, chiediamo il cambio di passo. Annunciati interventi per quanto riguarda l’IGR. La ricetta per riportare il bilancio in pareggio saranno le politiche di sviluppo. Questo deficit, crediamo, va aggredito con lo sviluppo: serve coraggio. Dobbiamo mettere la nostra economia nelle condizioni di essere performante, sfatando i tabù che da anni ci attanagliano. Abbiamo settori di nicchia che possono portare importanti introiti. Dobbiamo avere il coraggio di investire sulle nuove tecnologie e deve giungere a compimento il percorso di digitalizzazione della PA. So che ci sono già interscambi per la parte legata ai bonus per asili nido, centri estivi: aiuti concreti che siamo pronti a strutturare affinchè le famiglie tornino a credere nel sistema e sentirsi supportate e aiutate”.
Emanuele Santi (Rete): “Finalmente è chiaro a tutti che i bilanci chiudono con una perdita. Spendiamo più di quello che incassiamo. Bisogna che ci mettiamo al tavolo e capiamo come mettere a posto le finanze dello Stato. Perchè la veritù è che non va tutto bene. Abbiamo un disavanzo strutturale, stiamo erodendo quei soldi che abbiamo preso a debito, utilizzandoli per coprire quello che non abbiamo. Se continuiamo così, tutti i soldi presi a debito li avremo spesi. Dobbiamo riflettere su come diminuire questo gap. Mi sembra incredibile che l’unico intervento nella Legge di Bilancio è quello che va ad aumentare gli interessi sul debito. Andremo a chiudere un titolo irredimibile dove paghiamo l’1,75, per accendere un altro debito sul quale pagheremo il 3 e mezzo. Guardo il collega Morganti che su questa cosa non dice niente. E’ una cosa che non è accettabile. Mi aspettavo che questo fosse il bilancio della discontinuità. Invece c’è la volontà di continuare come da qualche anno a questa parte. Riguardo alle nostre proposte, ci siamo attenuti alla ratio di questa legge. Abbiamo presentato solo 6 proposte di emendamento che andavano a toccare le poste di bilancio. Tra cui quella che andava ad aumentare lo stanziamento per sovvenzionare l’ISS. Quella sull’Organismo di sorveglianza, è stata una scelta vergognosa. Questo Parlamento ha deciso di non ascoltare l’Organismo e di non porre rimedi. Ancora domani ci saranno difficoltà ad interagire con Banca Centrale”.
Giovanna Cecchetti (indipendente): “Vanno messe in campo quelle scelte strategiche per dare nuovo impulso all’economia, ridurre il debito pubblico e portare il bilancio in avanzo. Il gruppo di RF è molto preparato e attento: peccato però che quegli interventi non siano stati fatti quando eravate al Governo. Ancora stiamo pagando le conseguenze di quel disastro”.
Gian Nicola Berti (AR): “Io credo che abbiamo fatto un passo in avanti importante per il rispetto dei cittadini. L’altro elemento positivo è che finalmente abbiamo abbandonato una modalità improvvida e insensata e poco produttiva di legiferare attraverso la finanziaria con rimando a decreti che finiscono per essere qualcosa di scarsamente gestibile. Sono state fatte critiche al dato di sbilancio rispetto alle previsioni di entrata e uscita. Non è uno sbilancio consolidato. Quando ci troviamo alla fine dell’anno, a consuntivo, notiamo che si possono ottenere risparmi importanti. Io credo che questo starà a noi: fare il possibile per determinare un risultato utile per il Paese. C’è un elemento che deve far riflettere e a cui non è stato dato risalto: il rapporto tra debito pubblico e Pil è calato di un terzo. Ne consegue che effettivamente che San Marino ha ottime possibilità di estinguere il debito in tempi ragionevolmente brevi. Sulla legge sviluppo: io credo che ci potrà essere un clima collaborativo per dare risposte ai cittadini. Sul tema casa, la Segreteria di Stato al Territorio ha già sviluppato una serie di incontri per raccogliere idee e mettere in campo interventi che possano rispondere a questa esigenza particolarmente sentita da tutti i nostri cittadini. Credo che la finanziaria possa chiudersi con un voto positivo e la soddisfazione delle forze di maggioranza.”.
Michele Muratori (Libera): “Con responsabilità cerchiamo di portare avanti delle battaglie per andare a ridurre progressivamente il debito. Questo è il primo tassello. Ho delle grandissime aspettative per quello che andremo ad affrontare a gennaio attraverso la legge sviluppo e tutti gli emendamenti che andremo a discutere. Ci sarà una grande aspettativa che credo sarà sicuramente ripagata. C’è ancora tanto da fare, sicuramente non consideriamo questo come un punto di arrivo ma di partenza. Anche in questi tre giorni passati insieme a discutere la legge di bilancio, credo si possa considerare un nuovo corso di disponibilità al dialogo. Io credo che molti emendamenti presentati dall’opposizione sono assolutamente da riconsiderare: per alcuni questa non era la sede adeguata, ma potremo ridiscuterli nella legge sviluppo. Io credo che qui non si debba mettere una bandierina per forza. L’obiettivo finale è lasciare in ordine i conti pubblici e dare una via di sviluppo al nostro Paese. Da parte di Libera ci sarà la massima disponibilità al dialogo. Sicuramente ci faremo carico di un dialogo con l’opposizione che non dovrà mai venire a meno”.