San Marino. Scuole chiuse almeno fino a dopo Pasqua: “ma il tempo perso sarà recuperato”

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  • Ha fatto bene Alessandro D’Avenia dalle pagine del Corsera a invitarci ad una necessaria riflessione sullo stato attuale della scuola. E’ chiusa ora o aveva già chiuso i battenti prima? E a scuola c’erano insegnanti o in tempi non sospetti, prima ancora del coronavirus, erano già stati sostituiti da robot? Lo spunto a D’Avenia è venuto da un geniale racconto di Asimov: “Chissà come si divertivano – a scuola – 1954” che merita in effetti di essere riletto. Di qui alcune considerazioni. Se da un lato si sono rivelati cruciali per la gestione dell’emergenza i corsi a distanza, dall’altro rimane comunque fondamentale pensare anche a un piano straordinario per recuperare le lezioni in aula rimettendo al centro la vera missione della scuola e la sua dimensione umanistica. Una necessità di cui è convinto il segretario alla cultura Andrea Belluzzi che ci ha spiegato il suo punto di vista.
    Segretario, c’è l’emergenza sanitaria e c’è anche un’emergenza legata alla scuola, ormai chiusa da tempo. E’ possibile pensare a una data in cui potrebbe essere riaperta?
    “La scuola ovviamente è stata la prima che ha chiuso e forse – purtroppo – sarà l’ultima che ripartirà. Ancora non stiamo facendo valutazioni, inizieremo a farle dalla prossima settimana, la sensibilità è quella di una ulteriore proroga, la collega italiana parla addirittura di maggio, io vorrei arrivare intanto a Pasqua”.
    Come procedono le lezioni a distanza?
    “I ragazzi stanno lavorando bene, ovvio che l’insegnamento a distanza non sostituisce la scuola tradizionale, che esso è altro da ciò che viene fatto di solito. Si tratta però di una esperienza che ci deve fare riflettere, un domani potrebbe essere inserita tra i curricula delle attività scolastiche: il mondo del lavoro è fatto di insegnamento a distanza, la capacità di interagire con certi strumenti potrebbe rappresentare una ulteriore competenza. I corsi a distanza sono stati un rimedio, una strategia per affrontare l’emergenza, non eravamo preparati, mi tolgo invece il cappello di fronte all’elasticità che la scuola ha dimostrato: insegnanti e dirigenti hanno dato una risposta altissima. Di questa esperienza dovremo fare tesoro. Poi occorre anche tener conto di quei pochi studenti che magari non sono riusciti a seguire e qui si è già iniziato un lavoro di ricognizione per capire cosa non ha funzionato e fornire la soluzione”.
    Questa lunga pausa sarà compensata dal prolungamento delle lezioni durante l’estate?
    “L’idea è ovviamente quella di recuperare almeno in parte il tempo perduto. Questo anche soprattutto per dare la possibilità a chi era rimasto indietro di non accumulare altro gap, per non rischiare di svantaggiare proprio chi era più debole. Premesso che visto il legame che unisce a filo doppio la scuola italiana a quella sammarinese, da alcune decisioni che verranno prese San Marino non potrà prescindere, l’orientamento è quello di ritardare la chiusura a fine giugno e anticipare l’apertura al 2 di settembre (essendo il primo giorno del mese domenica)”.
    Parole che rassicurano e che danno la misura di come la resilienza di queste settimane non abbia però fatto dimenticare l’importanza di una scuola basata sì sullo studio ma anche sugli incontri e sul continuo e prezioso scambio tra studenti e insegnanti. Per questo per una scuola dai connotati completamente diversi si dovrà forse aspettare il 2157 quando secondo l’immaginazione di Asimov non vi saranno più maestri ma insegnanti meccanici che – viene da credere – faranno rimpiangere quelli tradizionali: “l’insegnante era di nuovo tutto intero, largo, nero e brutto, con un grosso schermo sul quale erano illustrate tutte le lezioni e venivano scritte tutte le domande. Ma non era quello il peggio. La cosa che Margie odiava soprattutto era la fessura dove lei doveva infilare i compiti e i testi compilati. Le toccava scriverli in un codice perforato che le avevano fatto imparare quando aveva sei anni, e il maestro meccanico calcolava i voti a una velocità spaventosa”.

    Repubblica Sm