San Marino, 29 gennaio 2026 – La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri intende intervenire in merito alle recenti speculazioni apparse su diverse piattaforme riguardanti la mancata autorizzazione alla proiezione di contenuti audiovisivi prodotti da emittenti soggette a restrizioni internazionali. In un momento storico di estrema delicatezza per gli equilibri geopolitici, è necessario ribadire con fermezza la linea di coerenza e responsabilità che guida l’azione di governo della Repubblica.
La decisione di non concedere il patrocinio o l’autorizzazione a eventi legati alla diffusione di documentari da parte di soggetti listati, non risponde a logiche di censura, bensì al rigoroso adempimento degli obblighi internazionali e interni, nonché alla tutela del prestigio istituzionale di San Marino.
La libertà di espressione rimane un pilastro inalienabile della nostra democrazia, ma non può essere confusa con l’avallo istituzionale a operazioni che mirano a destabilizzare il dibattito pubblico attraverso narrazioni prive di riscontri oggettivi. La Repubblica di San Marino non può e non intende prestarsi a essere utilizzata come piattaforma per la diffusione di messaggi che alimentano tensioni internazionali, né vuole che il proprio nome venga accostato a circuiti che operano in aperto contrasto con le direttive di sicurezza e cooperazione europea.
In questo scenario, la protezione dell’immagine del Paese è prioritaria. Esporre il Titano a critiche di incoerenza da parte dei principali osservatori internazionali per aver offerto asilo a iniziative non consentite per la loro dubbia attendibilità, sarebbe un atto di grave imprudenza diplomatica. La Segreteria di Stato agisce anche per evitare che la Repubblica sia percepita come un anello debole o una zona grigia, lavorando invece per consolidare la propria posizione di Stato sovrano, autorevole e pienamente integrato nei processi di integrazione con l’Unione Europea.
Invitiamo pertanto a una lettura più attenta e meno emotiva dei fatti: la sovranità si esercita anche attraverso la capacità di scegliere i propri interlocutori e di difendere l’interesse nazionale da tentativi di strumentalizzazione che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e molto con le strategie di propaganda transnazionale.
Segreteria di Stato per gli Affari Esteri











