Lo avevamo scritto noi. Lo ha confermato lui: Beccari ha incontrato i politici bulgari.
Ieri in comma comunicazioni al Consiglio Grande e Generale, il Segretario agli Esteri Luca Beccari ha ammesso pubblicamente ciò che GiornaleSM aveva anticipato: un contatto telefonico con un ministro bulgaro nei giorni successivi alla conferenza stampa di febbraio di Starkom ed EU alive, e un incontro diretto a Bruxelles la settimana scorsa con Andreicev, parlamentare bulgaro capofila di quei parlamentari che si sono astenuti sul voto dell’accordo di associazione.
Beccari giustifica tutto come normale attività diplomatica. Sfido chiunque, dice, a non fare lo stesso. Forse. Ma c’è un problema che la giustificazione diplomatica non risolve.
Il procedimento penale sui 15 milioni è aperto ed indaga, anche, proprio su chi voleva mettere in contatto le parti, Beccari e i bulgari.
Il dirigente del Tribunale Canzio ha messo nero su bianco l’esistenza di pressioni politiche e private legate alla stessa vicenda bulgara. Ha parlato di attacco alla democrazia ed alla statualità di San Marino con ipotesi di reato che arrivavano fino a 24 anni.
In questo contesto, il Segretario agli Esteri che fa? Quello che nessuno e dico nessuno farebbe: prende contatti diretti, telefonici e di persona, con esponenti politici bulgari vicini all’ambiente da cui proviene Assen Christov, e non sta compiendo un atto neutro. Sta compiendo un atto che si sovrappone a un’indagine in corso, mentre altri sono indagati per gli stessi fatti. E la cosa più bella è che lo dice tranquillamente in Consiglio, come se nulla fosse.
QUESTO E’ GRAVISSIMO. GRAVISSIMO!
Beccari quasi ridendo, o comunque con sufficienza, dice di aver comunicato tutto in Commissione Affari Esteri. Due volte, precisa. Bene. Ma la Commissione non è la magistratura. E comunicare a una commissione parlamentare un contatto con soggetti che orbitano attorno a una vicenda giudiziaria aperta non equivale a rendere quell’atto trasparente sul piano penale.
La domanda rimane in piedi, più solida di prima. Andreicev è un parlamentare bulgaro del partito che si è astenuto sull’accordo. Chi lo ha messo in contatto con Beccari? Attraverso quali canali è arrivato quell’incontro a Bruxelles? E soprattutto: cosa è stato detto, esattamente, in quella conversazione?
Beccari dice di aver registrato dall’altra parte confusione, non ostilità. Che l’astensione bulgara sarebbe stata frutto delle conferenze stampa di Starkom e delle uscite di stampa successive. E LO DICE PURE!
Scarica la responsabilità del casino bulgaro sulle conferenze stampa degli investitori e sulla stampa, leggi: su GiornaleSM manco a dirlo, e assolve in anticipo qualsiasi canale parallelo – sostituendosi alla magistratura – che possa aver alimentato quella confusione.
Una cosa però Beccari non ha spiegato. Come mai, dopo i suoi contatti, la linea di Christov ha fatto quella strana inversione ad U che abbiamo documentato? Da oppositore dell’accordo a sostenitore della chiusura, con dito puntato contro chi frenava. Coincidenza? Lo diciamo da giorni: i cambi di postura di quella portata non si spiegano da soli.
Non è che si sia messo d’accordo per la restituzione di quei 15 milioni sequestrati? Beccari non lo dice, ma a noi resta il dubbio dopo aver visto il comportamento di Assen Christov che ha dato respiro a Beccari e ai suoi e che è diventato stranamente europeista. Lo dirà mai Beccari, o è una cosa che non si può dire?
Ottimo il lavoro di Motus sull’interpellanza, dove vuole approfondire fatti che sono oltremodo dubbiosi. Oltremodo!
La magistratura ha gli strumenti per approfondire.
Marco Severini — direttore GiornaleSM
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