Oggi in consiglio grande e generale si parlerà di Asset Banca nell’apposito comma. Prima degli altri interverrà il Segretario Guidi che farà uno specifico riferimento. Segretario alle Finanze pro tempore e dipendente – lo ricordiamo – di Banca Centrale. Perché lo spessore del suo discorso sia inversamente proporzionale a quello del suo predecessore, che le carte giudiziarie mostrano come abbia parlato in Aula attaccando pesantemente Asset Banca nonostante fosse al corrente che le ragioni che stavano alla base della sua chiusura fossero alquanto deboli, il Segretario Guidi non potrà non tener conto di quelle stesse carte. Se invece volesse decidere di andare avanti per la strada già tracciata dall’ex segretario Celli potrebbe ancora una volta coprire le responsabilità della politica con il paravento dell’autonomia di Bcsm, consapevole però che al punto in cui siamo, avendo tutti letto le carte giudiziarie, nessuno o quasi le crederebbe. Potrebbe poi provare a dire ciò che si provò a dire già all’indomani delle sentenze del giudice Pasini che danno ragione ad Asset Banca e cioè che la magistratura si è limitata a dare un giudizio sulla legittimità degli atti, senza entrare nel merito delle motivazioni. Se così fosse ancora una volta assisteremmo in Aula al tentativo di usare le istituzioni come cassa di risonanza per far passare per verità quella che si sa – a meno che chi la pronuncia non abbia letto le carte – essere una falsa verità. Il giudice si è espresso soprattutto sulla mancanza di motivazioni che stanno alla base dei provvedimenti di rigore. “Nel caso in esame – si legge nella sentenza – nel provvedimento impugnato non vi è traccia della indicazione della ritenuta ‘gravità’ delle perdite o circa l’inadeguatezza del patrimonio sociale, oltre all’errore sull’unico calcolo presente nella relazione relativamente all’obbligo di ricostruzione del patrimonio ai sensi dell’art. 14 della legge sulle società (la riduzione non raggiunge i 2/3). Allo stesso modo per le parti correlate sembra contraddittorio ritenere gravi anomalie quelle che riguardano lo 0,13% dei casi”. Parole che danno la misura di come siano state redatte le relazioni che qualcuno, non certo in buona fede, ha usato come fossero la Bibbia. Vale poi soffermarsi sul chi le abbia redatte ovvero, tra gli altri, il commissario straordinario Roberto Venturini, citato dall’ordinanza di Morsiani come uomo legato al finanziere lussemburghese Confuorti. E infatti, è la stessa sentenza a sottolinearlo, il fine dei provvedimenti di rigore non sembra tanto volto alla tutela quanto alla chiusura dell’istituto. E’ sempre l’ordinanza a mettere in luce come ci fosse su Asset un piano più ampio con protagonisti interni – una banca concorrente – ed esterni”. Su queste anziché su altre (alla luce di quanto emerso molto meno sostenibili) responsabilità, che tanti danni hanno arrecato alla cittadinanza, sarebbe importante soffermarsi. “Altro elemento sintomatico di un difetto di istruttoria e di carenza o insufficienza della motivazione – prosegue la sentenza – si rinviene nella Relazione del Commissario Straordinario Venturini.
La relazione non è datata. Nella sua parte iniziale chiarisce come fosse stata fatta una verifica della situazione di liquidità al 30 aprile 2017 a seguito degli importanti deflussi di liquidità richiedendo la sospensione dei pagamenti, affermando che “la situazione di liquidità alla sera del 3 maggio 201 7 fosse pari a 7 milioni di euro di risorse primarie”, sospensione che interveniva 1’8 maggio 2017. Si può comprendere dall’affermazione che l’accertamento della liquidità della Banca e la sospensione dei pagamenti sia intervenuta a quasi un mese dalla adozione del provvedimento di a.s., nel corso del quale sarebbe risultata una fuoriuscita di liquidità pari a circa 60 milioni di euro. Rispetto a tale dato, e alla possibile ascrizione di responsabilità, nulla viene riportato dal Commissario Straordinario”. Insomma, prima si svuotò la banca della sua liquidità e poi si disse che aveva gravi problemi legati proprio alla liquidità.
Repubblica Sm