San Marino. Serve liquidità, ma…

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Per il capogruppo di Ssd Giuseppe Morganti in cima alla lista delle priorità per salvare San Marino c’è il finanziamento estero. Certo è che per far fronte ai disastri che la sua forza politica ha dato il più grande contributo a compiere, serviranno moltissimi soldi che qualcuno dovrà prestare a San Marino e che qualcun altro – i sammarinesi – saranno chiamati a restituire con tanto di onerosi interessi. Va da sé che poi se saranno sempre gli stessi a pretendere di gestire quella liquidità (per dignità ci aspetteremmo un passo indietro), i sammarinesi non avranno alcuna garanzia di un reale rilancio del Paese e ancora una volta ai loro interessi potrebbero essere anteposti quelli di ‘bassi’ personaggi che ad oggi non sembrerebbero rassegnati a farsi carico delle proprie responsabilità e che vorrebbero tornare a dettar legge (emblematico a tal proposito l’intervento che il consigliere di Rf Margherita Amici ha letto in aula la scorsa settimana – senza dar conto della sua provenienza – che è sembrato avere il chiaro intento di bloccare il progetto di legge che sta alla base delle azioni di responsabilità con l’incredibile giustificazione che esso sarebbe ‘lesivo dei principi costituzionali sanciti dalla Dichiarazione dei diritti e dalla Convenzione Europea dei diritti umani’). A nostro avviso prima ancora della liquidità San Marino dovrà poter contare su persone preparate e competenti (oltre a essere ovviamente libere). Del resto si tratta di persone che in virtù del ruolo ricoperto viaggiano in tutto il mondo esportando l’immagine del nostro Paese. Così non cessano sui social i commenti sul basso livello di certi dibattiti all’interno dell’Aula consiliare dove soltanto qualcuno (e di qualcuno di questi si è anche tentato di sbarazzarsi) si è dimostrato in grado di alzare l’asticella. In particolare, come abbiamo già avuto modo di scrivere – è stato il dibattito sul 5G a indignare tanta parte della cittadinanza. Non c’è stata soltanto la delusione per aver visto l’Aula respingere l’istanza che chiedeva il rispetto del principio di precauzione. E’ stata soprattutto la semplicità con cui si è affrontato un tema complesso legato alla salute umana che ha destato stupore e indignazione. A colpire negativamente i cittadini il lungo intervento del consigliere Luca Santolini di Civico 10 che in mancanza di argomenti (avrà approfondito?) avrebbe forse fatto meglio a non prendere la parola. Ha invece pensato bene di propinare all’Aula e ai cittadini un discorso senza alcun peso specifico nel quale ha affermato che non ci sono evidenze che il 5G faccia male alla salute e che in futuro magari scopriremo che anche le carote fanno male. Parole che hanno fatto infuriare la cittadinanza che a distanza di una settimana da quel discorso continua a domandarsi come sia possibile ricoprire determinati ruoli e non sentirsi in dovere, al di là delle opinioni, di approfondire con la giusta attenzione. Anche noi ci chiediamo la ragione di tanto pressapochismo avendo come osservatori assistito increduli a quasi tre anni di legislatura dove in tutti i settori a farla da padrona è stata una sperticata incompetenza. Ed è poi accaduto quel che infatti di solito capita agli incompetenti. Ululano alla luna, finché quella si stufa e gli cade in testa.

    Repubblica Sm