San Marino. “Siamo pronti a governare”. Zeppa, Rete: ”il nostro elettorato ci ha chiesto di prenderci delle responsabilità”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Matteo Zeppa, Rete

    ”Non si può sempre cavalcare la protesta e il malcontento. Rimanendo sempre e solo all’opposizione inoltre ti neghi la possibilità di influire concretamente sui programmi e sulle battaglie che abbiamo condotto”.

    Intervista a mr. preferenza Matteo Zeppa di Rete che ha staccato sì di appena una manciata di voti il collega Gian Carlo Venturini della Dc, ma è altresì vero che Zeppa ha colto 1000 preferenze su 3000 (voti di lista), mentre Venturini ne ha totalizzate “appena” – si fa naturalmente per dire – 1000 su 6000.
    Partiamo proprio da qui.
    Consigliere che effetto le fa che un elettore di Rete su tre la abbia scelta personalmente?

    “Non me lo aspettavo e sono naturalmente molto contento. Ringrazio gli elettori ma il mio non può essere letto come il risultato di un singolo, bensì di squadra. Se non c’è una sinergia fra tutto il gruppo questi numeri non li raggiungi.
    Mi piace sottolineare che nessuno ha fatto campagna singola, siamo sempre andati tutti quanti insieme fra la gente a spiegare la nostra proposta. Io poi il porta a porta non lo riesco a fare, dovessi chiedere a una singola persona il suo voto proverei un po’ di imbarazzo.

    Credo che tutto questo, l’essere trasparenti anche quando hanno messo in giro calunnie nei nostri confronti per insinuare il dubbio fra la gente, abbia pagato”
    Qualcuno dei vostri però è rimasto deluso dal risultato complessivo. In realtà siete la seconda forza del Paese. Come la vede?
    “Ci aspettavamo certamente un altro risultato ma a caldo faccio anche altre valutazioni. Io credo che questo risultato sia figlio proprio del fatto che Rete abbia cambiato pelle. Ci hanno votato persone che nel 2016 non ci avrebbero mai votato. C’è stata una crescita del movimento, così come una crescita di chi ne fa parte. Non si può sempre triplicare i consensi, anzi il fatto che abbiamo mantenuto praticamente gli stessi voti dell’ultima tornata nonostante siamo stati attaccati pesantemente e sul pia- no personale lo leggo comunque

    positivamente. Ormai il voto a Rete non è più un semplice voto di protesta, il nostro elettorato ci chiede altro”.
    Rispetto a quest’ultima affermazione le chiedo: siete pronti allora a governare?
    “Sì, siamo pronti per governare. Non possiamo sempre fare opposizione. Non si può sempre cavalcare la protesta e il malcontento.
    La gente col voto ci ha chiesto di prenderci delle responsabilità. Rimanendo sempre e solo all’opposizione inoltre ti neghi la possibilità
    di influire concretamente sui programmi e sulle battaglie che abbiamo condotto. Mi pare evidente che la gente ci chieda di impegnarci
    questa volta dalla parte della maggioranza e dal Congresso di Stato.
    E mi lasci anche dire che il solo pensiero di trovarmi a condividere l’opposizione con Repubblica Futura è una prospettiva che rifuggo.
    Io credo che non è più il momento di cosiddetti numeri 10 che giocano da soli: c’è da salvare lo Stato ed è necessario mettere da parte per un po’ le battaglie ideologiche perché ci sono diverse urgenze e cose
    da fare”.
    Ecco, quali sono le priorità?
    “Una su tutte è ripristinare il rapporto con l’Italia. Da lì a caduta può nascere una collaborazione
    economica e sul sistema bancario.
    C’è la necessità di fare politica vera sia all’interno che all’esterno di San Marino”.
    Il futuro governo sarà composto dalle ex opposizioni o c’è spazio per altri?
    “Il ‘mazziere’ è la Dc, dovrebbe chiederlo a loro. Noi ascolteremo la loro proposta. Quel che è certo e che le posso dire è che chiunque
    dovesse governare non lo farà con spirito di vendetta come ha fatto Adesso.sm.
    David Oddone, La RepubblicaSM