San Marino, 18 febbraio 2026 – Il dinamismo del sistema economico sammarinese e la sua capacità di attrarre nuovi investimenti rappresentano pilastri imprescindibili per lo sviluppo della Repubblica. Tuttavia, l’analisi dei flussi operativi e le recenti risultanze emerse dalla relazione del Settore Indagine e Controllo delle Attività Economiche (SICAE) della Polizia Civile impongono una riflessione che sappia coniugare la libertà d’impresa con un’imprescindibile cultura della legalità. Non si tratta di mettere in discussione il principio della semplificazione, quanto di assicurare che l’agilità nell’accesso al mercato sia accompagnata da un’architettura di vigilanza altrettanto performante.
L’attuale impianto normativo, pur nelle sue condivisibili finalità di snellimento, ha palesato col tempo alcuni limiti strutturali che oggi richiedono un intervento di armonizzazione. In particolare, è emersa una asimmetria tra la rapidità delle procedure di insediamento e la capacità di monitoraggio successivo, una funzione che necessita di risorse e presidi operativi più aderenti alle sfide del commercio globale e dell’e-commerce. Gestire l’eredità di un sistema che aveva previsto potenziamenti dei controlli, rimasti però in larga parte da completare, è la sfida che si sta affrontando con pragmatismo.
In tale scenario, la Segreteria di Stato non ha mantenuto un ruolo di mera osservazione, ma ha impresso una svolta decisa verso la protezione del sistema-Paese, concretizzando pilastri normativi attesi da tempo: l’istituzione dell’Autorità di vigilanza dei consumatori e l’introduzione della Class Action. Questi interventi, perfettamente in linea con i più elevati standard europei, non rappresentano un punto di arrivo, bensì l’avvio di una strategia più ampia volta a estendere e consolidare le tutele del consumatore anche nei comparti più sensibili, quali quello finanziario, bancario e assicurativo. Si tratta di passi necessari per colmare un vuoto storico, trasformando la vigilanza da concetto teorico a strumento operativo capace di proteggere i cittadini e le imprese oneste.
“L’obiettivo che ci siamo posti è quello di una ‘libertà vigilata’ nel senso più nobile del termine: un mercato aperto ma rigoroso – sottolinea il Segretario di Stato Rossano Fabbri –. Abbiamo ritenuto prioritario dotare la Repubblica di strumenti di garanzia fino ad oggi assenti, come l’Autorità di vigilanza dei consumatori e l’introduzione della Class Action. Provvedimenti che rappresentano un cambio di paradigma: la tutela del consumatore diventa la condizione essenziale per la stessa crescita economica. Detto ciò, non è la volontà di semplificare l’avvio di impresa a costituire il problema: un sistema liberale deve permettere a chiunque di operare velocemente. Il cortocircuito, semmai, si innesca quando a questa velocità non corrisponde una capacità di verifica successiva altrettanto reattiva. Ed è qui, nel perimetro dei controlli, che il sistema ha mostrato la corda”.
Rafforzare la collaborazione con le autorità preposte e ottimizzare le risorse dedicate alle ispezioni sono passaggi necessari per garantire che San Marino resti un hub economico serio e affidabile. La semplificazione deve essere un valore aggiunto, mai un fattore di vulnerabilità.
Un cambio di passo che si inserisce in un quadro di più ampio respiro, che vede la Segreteria di Stato impegnata anche in un confronto costruttivo con le forze politiche della vicina Italia, per armonizzare le procedure di controllo e cooperazione internazionale. La sfida è complessa, certo, ma la strada è tracciata: trasformare le criticità rilevate dal SICAE in un’opportunità per rendere il sistema sammarinese non solo più veloce, ma indiscutibilmente più sicuro e serio. Guardare in faccia la realtà, del resto, è l’unico modo per governarla davvero.
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