San Marino. Smi, il giro di denaro cominciò quando spari’ l’evasione fiscale dal Codice penale. L’utilizzo di società di madeira per trasferire i mandati fiduciari viene contestato a partire dal giugno del 1996

324-180-san-marino-caso-politico-da-ricorsi-rogatoria-clienti-smiNelle magagne che hanno visto protagonista il sistema bancario e finanziario sammarinese, è emblematico notare quale peso abbia avuto la responsabilità politica su scelte, consapevolmente o colpevolmente, criminogene.

E’ inevitabile notare, quindi, come determinati fatti che stanno emergendo nella cronaca giudiziaria di questi giorni siano legati a ben precise scelte normative.

La vicenda della Smi, con la contestazione per i suoi vertici da parte del Pm Romano Perla Lori di riciclaggio di un miliardo di euro l’anno a partire dal 2000, è uno degli episodi.

Lo si capisce ancora meglio, però, vedendo le contestazioni in piedi presso il tribunale sammarinese, dove pure i vertici della San Marino Investimenti saranno chiamati a rispondere di diversi reati a partire dal processo fissato per il prossimo 8 ottobre davanti al giudice Alberto Buriani.

Imputati, in seguito al rinvio a giudizio del Commissario della Legge Rita Vannucci, saranno il Conte Enrico Maria Pasquini e Eugenio Buonfrate.

A loro viene al capo primo contestato l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria in San Marino. Perché? Perché attraverso la cessione di mandati fiduciari a due società di Madeira, che però non risultavano autorizzate ad operare sul Titano, spostavano nell’isola spagnola i rapporti e i soldi che la Smi aveva ottenuto, tramite la fiduciaria romana di Pasquini Amphora, con gli ormai famosi 1500 clienti.

Secondo i Pm Romani con questa attività si evadeva il fisco e i denari spostati a Madeira e in altri paradisi dai vertici di Smi configurano il riciclaggio. (…) L’Informazione