Il Partito socialista potrebbe orientarsi verso l’astensione per il gradimento del Consiglio nei confronti del nuovo direttore generale di Banca Centrale, Raffaele Capuano. A dirlo è il capogruppo consiliare del partito di opposizione, Alessandro Mancini, che in questa intervista esprime la sua opinione su legge sviluppo, Carisp, nuova sessione consiliare e clima politico.
Con 29 voti favorevoli, il Consiglio ha dato il via libera alla legge sullo sviluppo economico. Cosa salva e cosa, invece, non salva di questo provvedimento?
“Ma guardi, innanzitutto partirei proprio dai 29 voti favorevoli che non sono certamente un bel biglietto da visita per la prima legge che la maggioranza ha portato in aula dopo oltre o o mesi; pensi che se le forze di opposizione fossero uscite al momento della votazione finale, il numero legale per la validità della seduta sarebbe stato garantito dalla Reggenza. Purtroppo, e vengo alla domanda, salvo ben poco da questo provvedimento; questa maggioranza, forse presa dall’ansia di prestazione, ha voluto sfornare a tu i i costi una revisione dell’attuale normativa sullo sviluppo che va proprio nel verso contrario di quello che sarebbe servito oggi per il consolidamento e il rilancio della nostra economia. L’articolato confuso, la complessità della legge e il continuo rimando a decreti delegati rendono il provvedimento molto diffcile da leggere e da comprendere. Non si va verso la semplificazione normativa ma anzi, aumenterà notevolmente la burocrazia e quindi i tempi di attesa per le risposte. In merito ai temi centrali della legge, ovvero le nuove regole del mercato del lavoro e l’a razione di investimenti, credo che sia so o gli occhi di tu i che non c’è stato il coraggio di andare fino in fondo. Ho sentito molti interventi di colleghi che parlavano di un modello liberale ma credo che, chiunque legga questa legge, si renda conto che molti temi vengono a contati con una visione diametralmente opposta”. (…) Continua su La Serenissima, in tutte le edicole di San Marino