San Marino. ”Sono uno dei medici “fuggiti” dall’Ospedale”

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Riceviamo e pubblichiamo

Sono uno dei medici “fuggiti” dall’Ospedale. La mia non è stata in realtà una fuga, ma una scelta sofferta a cui ho cercato alternative fino alla fine, e come diceva il dott. Alfarano, a ripensarci sto ancora male. Nonostante fossi di ruolo, il mio primario mi ha negato un periodo di aspettativa che avevo richiesto perché ero vicina ad un esaurimento psicofisico per aumento del carico di lavoro dopo le dimissioni di due colleghi. Nel frattempo alcuni colleghi pensionati sammarinesi avevano dato disponibilità ad aiutarci, ma non sono stati presi in considerazione. Alla mia richiesta di part time, ho scoperto che i medici non ne hanno diritto (una legge modificabile velocemente); dopo 6 mesi di riunioni e promesse di cambiamento, non vedendo alternative (i tre componenti del comitato esecutivo alzavano le spalle come se fossero impotenti…il primario mi rimandava a loro senza cambiare la sua posizione…mi chiedo: ma chi prende le decisioni all’ISS?) alla fine ho dato le dimissioni, ma mi sono resa disponibile ad un nuovo contratto a tempo parziale o una collaborazione, senza ricevere finora alcuna proposta, nonostante la Pediatria sia ancora in carenza di medici. Per sopperire temporaneamente alla carenza di medici, il comitato esecutivo ha deciso di rimandare le mie dimissioni secondo la legge vigente, costringendomi a lavorare un mese in più del preavviso che avevo dato, e devo ringraziare il sindacato USL per avermi aiutato a uscire da questa situazione con l’aiuto del loro avvocato. Anziché tentare di trattenere i medici con proposte appetibili, si preferisce “usare e gettare”, come se ce ne fossero tanti disponibili… Oltre che per il rispetto verso il professionista e la persona, i dirigenti dovrebbero cambiare il modus operandi perché il nostro Ospedale non è attrattivo nemmeno per i sammarinesi, figuriamoci l’effetto che potrà avere un bando internazionale! I pediatri del circondario riminese non trovano sostituti per le ferie, e chiamano medici ucraini, rumeni, sloveni, russi. Nulla contro questi medici, ma chiediamoci, prima di cercarli anche noi con un bando di concorso, come mai i sammarinesi se ne vanno…o addirittura non iniziano nemmeno a lavorare nel nostro Ospedale. Conosco alcuni medici giovani che hanno scelto da subito di lavorare fuori; se li sommiamo a chi se n’è andato, a chi è in aspettativa (concessa da altri primari con reparti in difficoltà, ma non dal mio, che si è giustificato dicendo che non voleva mettere in crisi il servizio…e cosa ha ottenuto invece?) possiamo rimpinguare interi reparti. Abbiamo tanti validi professionisti nostrani, ma facciamo convenzioni agli italiani, anche pensionati, anche meno validi, sicuramente più costosi e, cosa ancora più grave, che non danno alcuna garanzia di continuità. Lancio un appello alla Segreteria alla Sanità e al Comitato Esecutivo: richiamate tutti i medici che hanno dato le dimissioni dall’ISS, ascoltate i loro suggerimenti e i problemi che li hanno indotti ad andarsene e fategli nuove proposte; fatevi dare un elenco di tutti i sammarinesi laureati in medicina e chiamateli per chiedergli perché non vogliono lavorare all’ISS; fate velocemente una legge per convenzionare i pensionati sammarinesi. Con queste 3 mosse, il problema dei medici verrà presto risolto, con beneficio per tutti i cittadini, che attualmente sono costretti ad andare a pagamento dai medici che prima trovavano in ospedale (come nel mio caso), testimoniandone la professionalità e pagando di tasca loro le scelte finora sbagliate dei dirigenti. Ma bisogna fare in fretta, perché l’Ospedale sta molto male!

Elisa Giacomoni – medico pediatra all’ISS dal 2008 al 2018

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