La montagna di sofferenze bancarie, arrivata a 2 mila milioni, è certamente figlia del clientelismo politico nell’erogazione del credito, della crisi economica, della mancata organizzazione della Centrale Rischi e della scarsa efficienza delle banche. Sono stati utilizzati i soldi dei risparmiatori senza prudenza e con grande faciloneria, finanziando la speculazione edilizia, imprenditori fasulli e faccendieri; facendo investimenti eccessivi all’estero; intrecciando politica e affari. In tal modo i crediti incagliati o inesigibili hanno raggiunto livelli insostenibili e sono diventati un problema enorme inserito nella crisi del sistema bancario che è sempre più grave.
Il rischio attuale cancella le grandi riserve finanziarie accumulate dal sistema durante il periodo delle “vacche grasse” e sovrasta di molto i patrimoni netti delle banche che sono stati decimati letteralmente. Il segreto imposto dal governo sullo stato di ogni singola banca aumenta l’insicurezza per i risparmiatori.
Le quotazioni di mercato delle sofferenze sono desolanti in quanto viaggiano intorno al 20%.
La Banca Centrale deve rompere col suo passato di anni bui, deve smettere di giocare a nascondino e deve svelare i misteri delle banche. Deve rendere pubblici i dati sui crediti in sofferenza per ogni singolo istituto di credito. Deve ufficializzare i dati sulle coperture attuali delle sofferenze e precisare i fondi necessari per arrivare ad una copertura dell’80%.
Le proprietà delle rispettive banche vanno rese pubbliche (nome e cognome)e dovranno provvedere urgentemente all’aumento del capitale sociale per garantire i depositanti.
La Banca Centrale, prima di andare in liquidazione volontaria, deve sciogliere i legami con una politica fallimentare e deleteria per il Paese.
Emilio Della Balda