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  • San Marino. Sotto la lente del Fmi: l’analisi di Repubblica SM

    Primo giorno oggi dell’attesa visita in Repubblica del Fondo Monetario Internazionale. A quanto pare quelli del Fmi questa volta hanno chiesto di incontrare anche la forze politiche di opposizione. La cosiddetta “missione Art.IV” si svolgerà dall’8 al 17 gennaio e saranno due i momenti più “particolari” e probabilmente strategici per il futuro dell’Antica Terra della libertà. Entrambi si terranno venerdì 12 gennaio presso Palazzo Begni: il primo con i partiti di maggioranza, il secondo con quelli di opposizione. Ufficialmente il tema degli incontri, come comunicato dal FMI, sarà lo scambio di opinioni sulla politica del settore bancario, costi finanziari del ripianamento del bilancio delle banche e riforma dell’imposta indiretta. Gli incontri si svolgeranno in inglese con interpretariato in italiano. Uscendo appunto dall’ufficialità, ciò che lascia con diversi punti di domanda è il peculiare invito anche ai partiti di opposizione. La risposta potrebbe essere che a fronte di una richiesta di aiuto da parte del Governo sammarinese al Fondo Monetario, esso non solo vuole sapere da parte delle opposizioni cosa è successo in questo anno per quanto concerne la vicenda Cassa di Risparmio/Asset, ma è altresì piuttosto chiaro che gli esperti internazionali chiederanno una opinione alle forze di minoranza sulle riforme strutturali come quella pensionistica, il passaggio all’Iva, i tagli alla spesa pubblica e tutto il resto. Insomma parrebbe questa volta che rispetto al passato, i tecnici del Fmi siano più attenti alla opinione delle opposizioni, che del governo stesso. Ci spingiamo tanto oltre per un motivo molto semplice, ma che in questi mesi non è stato spiegato a fondo ai sammarinesi. Ricorrere all’aiuto del Fondo Monetario ha un suo prezzo. Senza entrare in questo momento nel merito delle responsabilità di chi ha portato il Paese sul baratro, basti intanto sottolineare che se si vuole ottenere una linea di credito, per quelli del Fondo certe riforme saranno inevitabili ma appunto dovrà esserci massima convergenza nel Paese. Un innalzamento dell’età pensionabile, tagli alle stesse pensioni, agli statali e tutto quello che inevitabilmente chiederà il Fondo, sono possibili interventi che necessitano della condivisione e della responsabilità di tutti. L’opposizione resta naturalmente molto critica – per non dire di peggio – sulla conduzione di tutta la partita economico/finanziaria, dunque si attendono scintille. “Scintille” che si manifesteranno davanti a quelli del Fondo, ai quali le opposizioni sono pronte a raccontare per filo e per segno tutte le tappe di questi ultimi mesi. Ed è proprio questo forse che preoccupa il Segretario alle Finanze Simone Celli, visto che ha chiesto un confronto con le opposizioni le quali sono state convocate proprio oggi a Palazzo Begni. All’ordine del giorno, neanche a dirlo, la visita del Fondo e la Presidenza di Banca Centrale. In questa settimana insomma si gioca il futuro e il benessere del Titano.

     

    Repubblica SM