SAN MARINO STATO DI CULTURA
C’è sempre un momento nella vita dove bisogna fare i conti con il passato, separare l’ambizione dalla verità, separare il sogno dalla realtà, separare le parole dai fatti. A volte ci sono comportamenti che generano conflitti, ci sono frasi che offendono il ricordo, ci sono modi di fare che vanno oltre ogni rispetto. Vi è un solo fiore da far sbocciare, quello che si è raccolto nel proprio giardino di casa… Questa mia semplice riflessione, mi induce a scrivere che di San Marino esistono due immagini purtroppo lontane tra di loro e quasi agli antipodi: la San Marino del turismo di massa e la San Marino basata sulla sua tradizione storica ricca degli umori e dei sensi del grande mito di libertà.
C’è sempre un momento nella vita dove bisogna fare i conti con il passato, separare l’ambizione dalla verità, separare il sogno dalla realtà, separare le parole dai fatti. A volte ci sono comportamenti che generano conflitti, ci sono frasi che offendono il ricordo, ci sono modi di fare che vanno oltre ogni rispetto. Vi è un solo fiore da far sbocciare, quello che si è raccolto nel proprio giardino di casa… Questa mia semplice riflessione, mi induce a scrivere che di San Marino esistono due immagini purtroppo lontane tra di loro e quasi agli antipodi: la San Marino del turismo di massa e la San Marino basata sulla sua tradizione storica ricca degli umori e dei sensi del grande mito di libertà.
Purtroppo nel concetto comune e corrente che la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa ha contribuito ad amplificare, la prima e in realtà più superficiale rappresentazione della nostra Repubblica, rischia di imporsi in modo definitivo, sovrastando e schiacciando la sostanza stessa della nostra storia, il significato che a giusto titolo possiamo rivendicare di una vicenda unica e tuttora esemplare. Gli stessi sammarinesi, hanno forse contribuito ad abbassare il profilo del loro Stato, appiattendone l’immagine sul clichè abusato del retroterra pittoresco ed insolito se non bizzarro, dello straripante turismo adriatico.
La San Marino del turismo di massa ha portato benessere, rischiando però di consumare nel breve giro di una stagione economicamente felice, le ragioni profonde dell’interesse che la sua esistenza millenaria ha suscitato attraverso il tempo in osservatori, viaggiatori, studiosi di cultura che con i loro scritti hanno costruito una seconda e più solida immagine di San Marino, tutta giocata tra mito e realtà storica, tra verità ed utopia, l’immagine che la cultura ci ha consegnato e che spetta a noi salvaguardare.
Questo mi ha insegnato Aldo Garosci, (13 agosto 1907-3 gennaio 2000), autore del libro “San Marino Mito e storiografia tra i libertini e il Carducci”, che ho avuto l’onore di conoscere nel lontano 1985 e frequentato fino agli ultimi anni della sua vita. Ma poiché la cultura di un popolo è fatta di memoria storica, di testimonianze, conoscenze, tradizioni, comportamenti, sarà possibile mantenere il nostro status solo se sapremo affrontare ed utilizzare i nuovi modi di produzione e trasmissione della conoscenza.
Avendo ben presenti questi problemi, ha acquistato forza ed autorevolezza, in questi ultimi anni, una proposta che non può essere tacciata di utopismo o velleitarismo, una proposta che ho voluto sintetizzare in un motto impegnativo ma affascinante: ”San Marino come Stato di Cultura” Essendo per costituzione estraneo ai giochi e ai conflitti di potere, il “libero Stato del Titano” può proporsi come luogo di incontro e di proposta nei campi più elevati del sapere e dell’arte, ma perchè questa linea di politica culturale si consolidi e diventi il miglior biglietto da visita, è necessario valorizzare le nostre risorse culturali interne, rendendo accessibile e fruibile un patrimonio che appartiene alla collettività.
Elisabetta Righi Iwanejko