San Marino, stop al rischio calore: l’Iss vara le nuove linee guida per la sicurezza sul lavoro

Il clima che cambia non è più solo una sfida ambientale, ma una priorità per la sicurezza nei luoghi di lavoro. In un comunicato diffuso dal Dipartimento di Prevenzione dell’Istituto per la Sicurezza Sociale (Iss), sono state presentate le nuove linee di indirizzo operative per la valutazione e la gestione dello stress termico. Il documento, contenuto nella Circolare DP n. 1/2025 e aggiornato lo scorso lunedì 2 marzo 2026, fissa standard rigorosi per proteggere i lavoratori sammarinesi dalle ondate di calore sempre più frequenti e intense.

L’iniziativa, promossa dall’Uoc Sicurezza sul Lavoro, nasce dalla necessità di aggiornare i protocolli alla luce del Regolamento n. 7 del 24 giugno 2025. Non si tratta di semplici raccomandazioni, ma di un vero e proprio vademecum tecnico che i datori di lavoro sono tenuti ad applicare per mitigare un rischio che, se sottovalutato, può portare a gravi patologie o infortuni mortali.

“L’aumento della temperatura media ha un impatto diretto e significativo sui cantieri e nelle fabbriche”, spiegano i tecnici dell’Iss nella nota ufficiale. “Lavorare in condizioni di calore estremo non causa solo malori immediati, ma riduce drasticamente la concentrazione, aumentando la probabilità di infortuni che nulla hanno a che fare con la competenza tecnica, ma tutto con lo sforzo fisiologico”.

Il fulcro del provvedimento è una dettagliata checklist di valutazione che analizza ogni aspetto della giornata lavorativa. Tra i punti cardine, l’amministrazione richiede alle aziende di monitorare lo storico degli ultimi cinque anni per verificare se si siano già verificati colpi di calore o infortuni correlati al microclima. Un’attenzione particolare è rivolta all’abbigliamento: i datori di lavoro dovranno specificare se l’uso di particolari divise o dispositivi di protezione individuale (Dpi) limiti la traspirazione, aggravando il carico termico sul lavoratore.

Le nuove disposizioni scendono nel dettaglio delle misure preventive concrete. Tra queste, l’obbligo di fornire abbigliamento traspirante e protezione dai raggi UV per chi opera all’aperto, la garanzia di aree d’ombra per le pause e l’accesso costante ad acqua fresca. La circolare suggerisce inoltre una riorganizzazione dei turni, privilegiando le ore meno calde della giornata per i compiti fisicamente più gravosi.

Un passaggio fondamentale riguarda la gestione delle emergenze climatiche. “In caso di ondate di calore estremo, è prevista la valutazione di misure di integrazione salariale per la sospensione o la limitazione dell’attività lavorativa”, chiarisce il documento. Questo strumento permette alle imprese di fermare i lavori nelle ore di picco senza penalizzare il reddito dei dipendenti, mettendo la salute davanti alla produttività immediata.

La sicurezza passa anche per la consapevolezza: le linee guida impongono infatti un monitoraggio costante dei lavoratori più vulnerabili o di coloro che utilizzano sostanze chimiche il cui rischio di tossicità può essere alterato dalle alte temperature. Con questo aggiornamento, San Marino si allinea agli standard internazionali più avanzati, trasformando la prevenzione climatica in una colonna portante del diritto al lavoro sicuro.

L’obiettivo finale dell’Iss è chiaro: passare da una gestione emergenziale del caldo a una pianificazione strutturata, dove il “microclima” sia considerato un fattore di rischio al pari di un macchinario pericoloso o di una sostanza nociva. Le aziende sono ora chiamate a recepire queste direttive, integrando i propri piani di sicurezza con i nuovi parametri tecnici forniti dal Dipartimento di Prevenzione.

Il testo della circolare: Circolare DP 1-2025 rev.02-03-2026