A Ca’ Berlone la via dovrebbe riaprire a breve per consentire il passaggio del Rally di San Marino.
Oggi cade un anniversario particolare. Sono esattamente 5 mesi che strada Prima Gualdaria nei pressi di Montecucco è chiusa al traffico a causa di una grossa frana. Una situazione decisamente anomala che col passare delle settimane sta creando sempre più malumori e disagi.
Stessi identici disguidi che si riscontrano dalla parte opposta di San Marino, a Faetano, dove dal 27 marzo sempre per una frana è stata chiusa al traffico strada del Fosso, la via che collega la zona di Montepulito al lago di pesca di Faetano passando per Corianino.
“È uno schifo – racconta un residente nei pressi della prima frana – siamo costretti dai primi di febbraio ad allungare la strada di chilometri per raggiungere il lavoro o tornare a casa”. Ma c’è stato anche un episodio in cui il ritardo poteva comportare conseguenze molto serie. Non molto tempo fa un altro residente ha infatti avuto un serio malore e i minuti in più per raggiungere l’ospedale lo hanno messo in serio pericolo.
Nelle ultime settimane a Montecucco i lavori di sistemazione sono partiti. Sono stati posizionati dei pali per sostenere le tubazioni che dall’acquedotto a valle portano l’acqua a Borgo e Città ed è stata ripristinata quasi completamente la sede stradale.
La riapertura della via al traffico dovrebbe essere affare di qualche giorno. Del resto il prossimo week end su questa strada dovrà passare una prova speciale del Rally di San Marino e per allora, a quanto affermato dallo stesso segretario di Stato al Turismo Teodoro Lonfernini durante la conferenza stampa di presentazione, la via sarà pronta per il passaggio dei veicoli.
Fine dei problemi dunque? Sembra di sì anche se tra i resi- denti serpeggia la paura che la via venga richiusa dopo il passaggio della competizione motoristica. Di sicuro i lavori collaterali di messa in sicurezza di quel tratto si protrarranno per tutta l’estate.
Tutto fermo invece a Faetano dove il malcontento continua ad aumentare. A fare storcere il naso in particolare è stata la scelta di posizionare un blocco stradale a tutti gli effetti per evitare qualunque passaggio. Come mostrano le immagini di queste pagine infatti lo squarcio nella strada consentiva comunque il passaggio a trattori o fuori strada. Di qui la scelta di bloccare fisicamente il passaggio per far rispettare il divieto. “Capisco che non vogliono avere problemi in caso di incidenti – racconta un residente – ma il tempo e i danari che hanno impiegato per venire a montare il guard rail e i due pali nell’asfalto potevano essere usati per portare un camion di ghiaia e riaprire così la strada”.
Sul caso in questi giorni si è mobilitata anche la Giunta di Castello di Faetano che attraverso una lettera ha chiesto alla segreteria di Stato al Territorio di conoscere gli interventi in progetto e la tempistica di attuazione “in considerazione del grave disagio arrecato dalla chiusura della suddetta strada”.
Davide Giardi, La Tribuna