San Marino. Su Cis tutto tace. Che fine ha fatto l’ammorbidimento del blocco dei pagamenti?

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Mentre la politica è concentrata sulla giustizia dove aleggia il timore che il caso titoli possa passare di mano, la vicenda Cis, ad esso non scollegata, sta generando altrettante ansie fra gli ex correntisti arrivati da tempo al limite della sopportazione.

Mentre la politica è concentrata sulla giustizia dove aleggia il timore che il caso titoli possa passare di mano, la vicenda Cis, ad esso non scollegata, sta generando altrettante ansie fra gli ex correntisti arrivati da tempo al limite della sopportazione per non poter ancora accedere ai propri conti e riuscire così a far fronte alle spese della quotidianità.

Non dobbiamo infatti dimenticare che sono moltissime le persone che in questo periodo di crisi, avendo perduto il lavoro, contavano proprio sul risparmio accumulato in tempi migliori, per continuare a condurre una vita dignitosa. Senza contare i disagi che stanno vivendo le aziende che si vanno ad aggiungere a quelli provocati dal caso targhe. Per mille ragioni dunque le associazioni di categoria avevano incontrato, ormai oltre due settimane fa, il commissario di banca Cis Sido Bonfatti uscendo o credendo di uscire da quell’incontro con qualcosa in mano.

Se infatti da un lato il commissario non si era espresso sul reale stato di salute della banca, parlando di veri che ancora in corso, dall’altro aveva però annunciato un possibile ammorbidimento del blocco dei pagamenti grazie al quale i correntisti avrebbero potuto accedere ai propri conti pur se in forma limitata.

Tale provvedimento sarebbe dovuto arrivare entro dieci giorni.

Al solito però alle parole non sono seguiti i fatti. Del resto i correntisti ricordano molto bene le parole del commissario Bonfatti che parlando del commissariamento di banca Cis ci tenne a dire ai microfoni di Rtv che non sarebbe intervenuto alcun blocco dei pagamenti visto che la banca avrebbe continuato nel ruolo che le era più congeniale, quello a sostegno dell’economia. All’indomani di quelle dichiarazioni, senza che i correntisti avessero la possibilità di premunirsi, intervenne però il blocco dei pagamenti.

E’ da allora che tante persone si trovano a dover affrontare la quotidianità senza avere la disponibilità dei propri soldi. E non si intravedono, al momento, soluzioni possibili. La RepubblicaSM

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