San Marino. Tangentopoli. Magistratura: ”Per il consenso elettorale grazie alla corruzione degli elettori servivano soldi”

soldiL’associazione, sempre secondo la magistratura, mirava ad acquisire il consenso elettorale grazie alla corruzione degli elettori. L’imponente massa di denaro convogliata in favore degli associati non è solo irregolare finanziamento ai partiti: per gli inquirenti i finanziamenti altro non erano se non il prezzo di accordi corruttivi, o del riciclaggio. Una pratica che ha compresso le libertà economiche fondamentali come la concorrenza: vedi telecomunicazioni nuovi soggetti finanziari, la cui creazione fu occasione di dazioni milionarie.

Fu Claudio Podeschi a riferire che servivano tanti soldi “per la campagna elettorale, perché bisognava pagare i viaggi dei sammarinesi che abitavano in Argentina e negli Usa”. Per questo, “una parte dei soldi derivanti dai libretti sono stati utilizzati per scopi elettorali, a vantaggio del partito”. I soldi destinati a comprare consenso però, per la magistratura, a loro volta provenivano da reati, finanziamenti illeciti, corruzione e riciclaggio.

Fin Project, al centro di tali condotte criminose, avrebbe agito come referente sia della mafia cinese che della ‘ndrangheta, servendosi dell’enorme liquidità procacciata dalla prima per consentire alla ‘ndrangheta di disporre di denaro, come testimonia la presenza di Giuseppe Vinciguerra, nome emerso quest’anno nell’operazione Tibet, a capo di un’associazione affiliata alla ‘ndrangheta calabrese, che gestiva una banca clandestina nel nord Italia e diramazioni all’estero, tra cui San Marino.