San Marino. Tito Masi: Caro Erik, non sono attaccato alla poltrona

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Caro Erik, anche se la campagna elettorale non è ancora iniziata ed io non ho ancora deciso se candidarmi o meno, essendo ancora impegnato nell’affrontare ben altri problemi, tu sei già sceso in campo con la grinta di sempre e mi hai scelto come bersaglio. Che io non sia più un ragazzo e non possa quindi essere presentato come una novità, è talmente evidente che nessuno ha intenzione di farlo. Ciò non toglie che quando si parla di rinnovamento non si faccia riferimento, almeno da parte delle persone serie, solo ed esclusivamente all’età anagrafica. Esiste anche un rinnovamento dei metodi di fare politica, un rinnovamento dei contenuti e degli obiettivi che sono altrettanto importanti. Lo stesso porre in primo piano nell’azione politica l’interesse del nostro Paese rispetto agli interessi di parte, di partito (socialista o meno non importa) o personali, costituirebbe un elemento di profondo rinnovamento della politica. Scusa la presunzione, ma su questo terreno credo di poter offrire ancora qualcosa al mio Paese, dentro o fuori il Consiglio. Quando poi fai riferimento alla mia presenza in Consiglio fin dagli anni ’70, dimentichi che, dopo una breve esperienza giovanile, sono rimasto fuori dal Palazzo per vent’anni, prima perché non rieletto e poi perché non mi sono presentato per dedicarmi all’attività di imprenditore e svolgere, credo dignitosamente, altri incarichi, a San Marino e in Italia. Non mi sono mai attaccato alle poltrone, sono convinto che la politica non sia tutto nella vita e, soprattutto, credo che per essere uomini liberi, come si conviene a chi fa politica, non si possa vivere solo dei proventi della politica stessa. Un’ultima considerazione: sono certo che, per essere coerente, dimostrerai altrettanto rigore censorio, se si presenterà nuovamente alle elezioni, nei confronti del Segretario del tuo Partito che, essendo mio compagno di scuola, non può essere molto più giovane di me e, certamente, ha trascorso in Consiglio Grande e Generale ed in Congresso di Stato molti più anni di me. Senza rancore e con viva cordialità. Tito Masi