L’albero è il farmakos che cura i mali degli uomini i quali come già ammoniva Leopardi non possono pensare di vivere ‘staccati’ dalla natura “stringendoti un albero al seno te lo sentivi quasi palpitare fra le mani credendolo un uomo o una donna come Ciparisso”. Siamo tuttavia alla vigilia dell’abbattimento in Repubblica di altri 16 alberi storici che risalgono al 1930. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’associazione Porta del Paese Simona Capicchioni:
Avete dato il la ad una raccolta firme?
“Sì, sarà possibile firmare in tutti i bar, nei locali veg e in altri luoghi che ci stanno venendo in mente. Sappiamo bene che il tempo è poco e infatti all’inizio avevamo pensato di non far nulla, consapevoli della nostra impotenza rispetto alle decisioni che sono state prese. Poi dopo l’incontro presso la sala del Castello di Città ci siamo convinti che una cosa del genere non possa esser fatta senza incontrare la resistenza dei cittadini. La cittadinanza non vuole questo scempio e capisce che anziché addurre motivazioni che abbiano un senso logico si organizzano incontri dove chi parla recita un canovaccio ripetendo sempre le solite cose. In questo caso si prendono a pretesto i disabili ma se si analizza il progetto in profondità si vede che non ha alcuna utilità considerato anche il fatto che il marciapiede ad un certo punto si interrompe”.
Come associazione avevate manifestato anche in precedenza la vostra contrarietà?
“Certo, abbiamo presentato un’istanza d’Arengo il 4 ottobre 2017 nella quale abbiamo chiesto la salvaguardia dell’alberatura e più in generale politiche di salvaguardia del patrimonio arboreo, l’istanza non è passata. Ci siamo poi rivolti all’Ugra per un’opera di sensibilizzazione perché a San Marino il taglio degli alberi continua, si parla anche di abbattere i cedri del Libano. Pare di capire che si voglia andare verso un centro storico senza alberi monumentali, quello che noi vogliamo invece far comprendere è che essendo San Marino una città fortificata, è di alberi monumentali che ha bisogno. Invece con una scusa o con l’altra si continua a far strage di alberi. Si dice ad esempio di non avere maestranze specializzate nella potatura di determinati alberi e così si eliminano direttamente”.
I pini di via Paolo III sono in salute?
“Alcuni sembrano particolarmente vitali ma non sappiamo se siano stati compromessi dal taglio delle radici. Continuano a dirci che sono malandati, se così fosse la proposta dovrebbe essere non quella di eliminarli ma eventualmente di prevedere delle ripiantumazioni. Di fatto durante l’incontro si è detto che per compensare l’abbattimento verranno piantati altri 46 alberi a Gualdicciolo. Cosa che ha fatto sollevare l’intera platea”.
La cittadinanza come sta reagendo?
“In questi giorni abbiamo creato un photoshop per far vedere alla gente il prima e il dopo: le persone si sono impressionate. Non è vero che a nessuno importa, la cittadinanza non vuole questo scempio. Una volta si facevano addirittura le feste degli alberi”. C’è poco da aggiungere: il culto e il rispetto dell’albero sono simboli di progresso civile, sociale, ecologico di un popolo.
Repubblica Sm