San Marino. Un grande polo liberale, socialista e moderno? E non solo … di Marco Severini

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  • Con l’ultimo comunicato, inviato alcune ore fa dal PSD e da Elego, l’interessante operazione ”riunificazione socialista” sta procedendo a grandi passi anche se all’appello delle forze, interessate a questa ”rimpatriata”, ne mancano alcune. Mancano, per ora, importanti pezzi da novanta socialisti come l’avvocato-consigliere Rossano Fabbri, socialista Doc e persona di un’acume spiccato, ed il suo entourage, come manca quella parte socialista di Libera ora purtroppo alleata con la sinistra ex comunista e la Morganteria che tutti, purtroppo, abbiamo ”apprezzato” nel ”governo di Confuorti”. Di Repubblica Futura, dopo i disastri dell’ultimo governo, è meglio non parlare.

    L’operazione di aggregazione socialista è molto interessante, come lo è uno dei registi e politico di rango: Augusto Casali. Una persona che può dare serietà a questa operazione e che, grazie ai buoni rapporti con tutte le componenti, può portare a casa questo ambizioso progetto.

    Il progetto pare essere quello di creare un polo liberale, socialista e che non sia anacronistico cioè legato a vecchie logiche spartitorie e al passo con i tempi. Questo potrebbe essere, più che altri movimenti minori, la vera novità nel proscenio politico sammarinese del 2023. Ovviamente il pericolo è dietro l’angolo, in quanto c’è da tenere conto della proverbiale litigiosità e della tendenza alla frammentazione del popolo socialista.

    Una federazione tra il centro sinistra moderato e quel pezzo di centro liberale a cui sta stretto essere rappresentata dalla Democrazia Cristiana. Una Dc che, vedendo come è ferma e come è fermo il suo segretario politico nel dare risolute e decise risposte alle varie problematiche contingenti, potrebbe vedere eroso quel 33% avuto nelle scorse ultime elezioni che sa benissimo non essere suo e che è stato figlio del momento ”antigrandoniano” dopo l’infausto governo di Adesso.SM; lo sappiamo tutti, come lo sanno anche i notabili democristiani.

    Il paese ha bisogno di modernità e non solo!

    Il paese ha bisogno di infrastrutture, fatte veramente e non solo a parole, ha bisogno di equità sul serio e di innovazione in tutti i campi, ad iniziare dalla pubblica amministrazione, tribunale compreso. Abbiamo bisogno non tanto di spendere cifre folli come sta avvenendo ultimamente ma di attrarre iniziative che possano portare vera ricchezza a San Marino e non quella ipotetica. Una polverizzazione di iniziative imprenditoriali importanti e non una sola iniziativa riservata ad un facoltoso magnate border line che potrebbe scalarci dall’interno e fare del nostro paese il suo regno; ritornerò presto su questo incombente pericolo.

    La sfida per la modernizzazione del nostro paese passa sia per le infrastrutture da fare subito che per il tentativo di essere più indipendenti possibile, in tutti i campi compreso quello energetico; solo così potremo risanare il paese e ripagare il pesante debito pubblico fatto per pagare gli errori di Adesso.SM e far pagare ai furbetti della scorsa stagione politica quanto hanno distratto dai fondi pensione e dallo stato in genere. Occorrono sequestri e confische da fare immediatamente e non aspettare che il grande vecchio (e soci) liquidi o intesti fittiziamente ad altri le sue proprietà. Occorre fare subito anche perchè ricordate che non è affatto fermo; tutt’altro!

    Settembre sarà un mese cruciale anche per il tribunale. Si concluderanno importanti processi e se ne apriranno altri non meno significativi. Proprio su questo importante argomento occorre essere giusti, corretti e riconoscere i meriti laddove ci sono. Infatti se  siamo riusciti a salvarci e a non cadere nel baratro, anche se il pericolo non è ancora terminato, lo dobbiamo come già detto in altri editoriali a poche se non pochissime persone, ma di certo una menzione particolare va a due italiani che hanno saputo, con il loro impegno e professionalità, servire il paese forse meglio che tanti sammarinesi.

    E mi riferisco al Prof. Giovanni Canzio e all’avv. Catia Tomasetti. Entrambi, e posso dirlo soprattutto io che sono sempre superinformato e dentro a quasi tutte le questioni, hanno permesso al paese di svoltare e non fermarsi sulle sabbie mobili. Non era semplice tentare di riordinare i loro settori ma entrambi ci sono riusciti, anche se non hanno finito. Tutta San Marino deve essere riconoscente a questi due forensi servitori dello Stato sammarinese, al loro coraggio ed al loro importantissimo lavoro.

    Quello che ci aspetta quindi è una grossissima scommessa: portare San Marino nel 2023, ovvero fare in modo che San Marino possa godere appieno delle nuove tecnologie e che possa, ad esempio, snellire la propria macchina burocratica e amministrativa. Ovviamente questo non può bastare occorre fare molto di più ed in quasi tutti i settori. Bene ed in fretta e non perdersi in chiacchiere.

    Questo è quello che, da questo privilegiato punto di osservazione, ho potuto riscontrare e vedere. Queste riflessioni di un pomeriggio di mezza estate devono essere uno spunto a fare in modo che si possa sempre far meglio per il nostro paese, che, come avete potuto vedere andando in vacanza in tanti altri posti, è unico ed eccezionale.

    Facciamo il bene nostro e di San Marino, sempre. Impegniamoci tutti. Coraggio dobbiamo vincere queste sfide!

     

    Marco Severini – direttore del GiornaleSM