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  • San Marino. Un paese in stallo, il peso del debito e la necessità di un’alleanza progressista … di Emilio Della Balda

    Ci siamo lasciati alle spalle un anno in cui la decadenza della politica ha dato segnali inquietanti, preceduto da un altro anno di crisi contrassegnato dalla clamorosa e tardiva rottura dell’alleanza innaturale tra DC e RETE. E’ sopravvissuto il governino dei decreti, del clientelismo e della raccolta dei voti in funzione elettorale, senza un solo provvedimento di pubblico interesse. La cricca ha continuato a pilotare il Paese, avvolto nella nebbia, nei segreti di stato, negli affari, dettando la linea della politica dei due forni alla quale si sono adeguati la sinistra spezzatino e i cosiddetti riformisti fiancheggiatori. Il nuovo governo ha tenuto nascosto una specie di bilancio che prevede l’aumento del debito e lo ha fatto votare in Consiglio evitando qualsiasi partecipazione dei cittadini e privandolo di significato politico, come se fosse… il conto della serva.
    La principale legge dello Stato (Bilancio) dalla quale dipende il futuro del Paese è diventata “cosa nostra” da gestire e manipolare in un Palazzo sempre più lontano dalla popolazione.
    Sono trascorsi due anni completamente persi mentre il mondo corre verso nuovi traguardi. Poteri esterni alle istituzioni impongono immobilismo, impediscono le riforme, diffondono la disinformazione, favoriscono una pessima amministrazione della cosa pubblica, ingessano la politica. Il debito pubblico regna sovrano senza un piano finanziario, senza una previsione di graduale rientro, senza una gestione professionale quanto mai necessaria e utile. La gestione alla chetichella delle finanze pubbliche, probabilmente nasconde la vergogna del governo di fronte ai cittadini sui quali pesa il debito che è accertato dalla Commissione di Controllo della Finanza Pubblica in 1 miliardo e 648 milioni di euro !!!
    La previsione di nuovi debiti in un Bilancio scombiccherato, senza politica e con ordinario clientelismo, è al limite dell’incoscienza. Ma dimostra che la DC vuole imbrigliare in una politica folle anche i nuovi alleati per consolidare la sua egemonia. E’ un duro colpo alla democrazia e rappresenta un cambiamento negativo dell’insieme del sistema politico fondato sullo stato di diritto e sulla separazione e bilanciamento dei poteri.
    Il popolo sovrano è diventato il popolo suddito al quale viene negata una informazione libera e veritiera. I “cittadini pigri” non si rendono conto dei pericoli che il Paese sta correndo. Le forze progressiste hanno il dovere di svegliarsi e di prendere una iniziativa politica al servizio della comunità prima che sia troppo tardi.
    E’ auspicabile che Libera/PS- PSD- RETE lancino una alleanza progressista come richiede il momento storico che stiamo attraversando.
    E’ necessario un passo decisivo che vada oltre le arruginite e superate sigle partitiche. E’ indispensabile unire progressisti, riformisti e democratici per creare le condizioni dell’alternanza.
    Emilio Della Balda