San Marino. Un referendum o sondaggio preelettorale? … di Paolo Forcellini

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Il 2 Giugno in Italia si festeggerà una data storica per la Repubblica mentre San Marino ci sarà chi esulterà per il risultato del referendum, chi al contrario piangerà per la sconfitta subita.

Un referendum fortemente voluto dai sammarinesi che chiede di cambiare la legge elettorale vigente che si è rivelata non in linea con la volontà popolare in quanto stravolge una prima scelta degli elettori che trasformando, con il ballottaggio successivo, la maggioranza in minoranza e viceversa. Certamente non esiste una legge elettorale perfetta che possa assecondare in toto la volontà dei cittadini, ma quella che stiamo utilizzando ora è forse una fra le peggiori in quanto se da una parte garantisce la governabilità con i numeri, dall’altra permette un ripescaggio di chi, che con le preferenze ottenute, mai sarebbe potuto entrare a far parte del C.G.G.

E’ assurdo ed incomprensibile come si possa accettare nel vedere candidati, anche con un pugno di voti, che a seguito delle attuali regole elettorali, non certo aiutate dal risultato del referendum sulla preferenza unica, vanno a sostituire altri candidati con un numero di preferenze maggiori, costretti a lasciare loro il posto.

L’Attuale legge prevede infatti come premio di stabilità bel 15 consiglieri, un quarto dell’intero C.G.G, che possano subentrare ad altrettanti che invece si sarebbero guadagnati l’elezione sul campo. L’appuntamento del 2 Giugno è la conseguenza di un mancato rinnovamento da parte del governo, che in questa occasione, arroccato nella difesa di una legge elettorale, non assecondando la richiesta popolare in sede consigliare, che gli ha gentilmente consegnato su un piatto d’argento il timone del paese, preferendo avventurarsi in uno scontro referendario.

Uno scontro, già se ne ha il sentore, che metterà in secondo piano il quesito per il quale i sammarinesi saranno chiamati alle urne, ma che metterà in primo quello della credibilità e del consenso attuale o meno di questa compagine governativa. Una verifica per chi ci governa, di metà legislatura, come per uno studente una pagella scolastica di metà anno scolastico, il cui risultato non potrà non avere conseguenze politiche sia per chi vinca sia per chi sarà sconfitto!

Nonostante manchino diversi giorni all’inizio della campagna elettorale, questa è già iniziata, anche se non ufficialmente, , in particolare sui social dove da parte del “Comitato Contrario” si lancia lo slogan “ NIENTE PIU’ BALLOTTINI” mentre dall’altra si usa lo slogan “ SI ALLA RAPPRESENTA CIVICA’” e chi vive di satira ,ribadisce scherzosamente con un “ NIENTE PIU’ BALLOTTAGGI”- Sarà una gara dura dove sicuramente ne vedremo delle belle, visti gli attori che si alterneranno negli inevitabili dibattiti televisivi , una gara da non perdere e seguire con interesse.

Ma una domanda i più attenti già se la sono già fatta : “ ma con i “ballottini” post elettorali negli ultimi anni quanti e quali sono i partiti e i politici , che oggi dicono di non volerne più , grazie ai quali hanno potuto essere eletti e governare ? Ma in politica la memoria è corta e spesso ha il paraocchi.

Paolo Forcellini

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