San Marino. Un suicidio di massa dei politici-imprenditori … di Barbara Tabarrini

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  • Si continua a parlare della chiusura di Asset Banca ogni volta che mi vedono in giro ‘Ciao
    Barbara allora?’
    Una vicinanza imbarazzante da quanto è reiterata, sempre. Con un tifo commuovente. E’ come se la sua chiusura rappresenti un qualcosa da sistemare, da non accettare. Al di là di quello che succederà, al di là delle sentenze che hanno messo in evidenza infondatezza, inammissibilità dei ricorsi contro Asset e al di là dei trattamenti subiti, direi disumani nei miei confronti, verso Stefano, i consiglieri, gli azionisti, i correntisti e parte dei dipendenti, quello che rimane è il comportamento di una certa classe politica seduta a suo
    tempo in Consiglio Grande e Generale.
    Questi facevano parte di Organismi che non potevano non sapere, dovevano intervenire e capire che cosa stesse succedendo non solo ai danni di Asset ma anche di San Marino.
    La storia la sanno tutti.
    Un gruppo criminale si è insinuato nei gangli dello Stato, a più livelli, con la straordinaria cecità dei politici di turno. La chiamo cecità per non esagerare, forse rappresenta qualcosa di peggio.

    Quello che ci tengo a sottolineare però è che questi politici hanno tradito se stessi.
    Hanno minato la loro stessa credibilità presente e futura.
    Sanno tutti che in Consiglio erano e sono seduti imprenditori, dipendenti pubblici e di istituzioni finanziarie importanti, bancari, ecc.
    Tutti, con la chiusura di Asset Banca, hanno tradito il loro futuro, con le loro decisioni.
    Gli imprenditori-politici o chiamiamoli i politici-imprenditori hanno tradito il loro futuro e delle loro aziende acconsentendo con il loro silenzio, rasentando l’incapacità politica, la chiusura di un’impresa che non doveva essere chiusa.
    Come fanno tutte le mattine ad entrare in azienda con il pensiero che terzi potrebbero chiudere la loro creatura in maniera illegittima? Se un‘autorità qualunque entrasse all’improvviso e buttasse fuori questi

    imprenditori dalle loro imprese come reagirebbero?
    Magari perché c’è da sistemare cose sistemabili con poco sforzo o magari senza che ci sia da sistemare quasi nulla. Mi chiedo con quale spirito il politico-imprenditore entra in azienda a cuor leggero, tocchi ciò che ha creato avendo acconsentito ciecamente senza intervenire, una chiusura illegittima di un’impresa economica, sapendo delle conseguenze a cui si sarebbe andati incontro?
    Imprenditori in campo alimentare, sicurezza, editoria per fare solo qualche esempio.
    Cari politici-imprenditori avete sdoganato la possibile chiusura delle vostre aziende.
    Asset aveva il raffreddore? Buttatela in mezzo alla neve e non dategli neanche l’aspirina. Aspirina che avrebbe comprato la stessa Asset Banca. Voi che avete permesso questo, se in futuro capitasse a voi, come vi

    sentireste? O meglio come vi sentite quando girate la chiave per entrare o uscire nelle vostre aziende, sempreché lo facciate? Io la mia azienda la chiudevo tutte le sere personalmente, come fate voi, forse!
    Io lo facevo dopo aver controllato se le luci erano accese o spente.
    Vi siete fatti male da soli ed ora avete paura.
    La gente lo sa, me lo dice ‘come avranno il coraggio di ripresentarsi in politica se sono andati contro se
    stessi e gli interessi del paese? Barbara è una disonestà intellettuale e imprenditoriale’.
    Sul Pianello nel luglio 2017 c’è stato un suicidio di massa di molti politici-imprenditori parlando
    male, malissimo, a torto, di un’azienda, di Asset, un’impresa come la loro, con l’aggravante di aver appoggiato più o meno consapevolmente la chiusura di una banca con tutto quello che
    ha comportato …(continua)
    Barbara Tabarrini