San Marino. Una bella notizia in questo momento di grave crisi arriva dalla Fondazione Centro anch’io

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Una bella notizia in questo momento di grave crisi arriva dalla Fondazione Centro anch’io che di recente ha acquistato un immobile a Gualdicciolo per permettere ai ragazzi attorno ai quali ruota di realizzare il sogno di conquistare la propria libertà: vivere finalmente assieme traslocando da quel luogo chiuso che è la riserva mentale.
Ne abbiamo parlato con Claudia Tentoni della Fondazione Centro anch’io.

Si immagina che quello che state vivendo sia un momento di pura gioia. Può spiegarci come sono andate le cose?
“E’ certo un bel momento, abbiamo fatto un passo importante ma prima di organizzare una grande festa dove invitare e ringraziare tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto, aspettiamo la risposta dei Segretari Santi e Guidi i quali si sono impegnati ad assumere al più presto un atto che possa permetterci di concludere l’acquisto della casa. Per il momento infatti abbiamo preso il coraggio a due mani e con i soldi della Fondazione abbiamo versato la caparra, il passo successivo è che un atto dello Stato ponga le condizioni perché una banca ci conceda un mutuo in modo da poter sostenere mese per mese, rata per rata, l’acquisto dell’immobile. Questa infatti sarà la prima casa della Repubblica perché di fatto rimarrà allo Stato”.

Ha parlato di coraggio, perché?
“Perché per non perdere l’acquisto dell’immobile che era tornato in vendita abbiamo sottoscritto il contratto senza aspettare l’atto del governo che ci darà la possibilità di accedere al mutuo. Si tratta di soldi, circa centomila euro, che da che la fondazione è nata, nel 2015, sono stati raccolti attraverso svariate iniziative. E’ partita infatti una gara di solidarietà, cito solo una iniziativa su tutte che come altre ci ha aperto il cuore. Francesco Guidi, conosciuto come Checco, ha realizzato un calendario donando a noi gran parte del ricavato. Non nascondo però una certa preoccupazione per il fatto che una parte di quei soldi sono depositati in Banca Cis”.

Di che tipo di immobile parliamo?
“Parliamo di una casa indipendente che potrà ospitare 12/13 ragazzi che si trova a Gualdicciolo, proprio sul confine, in una zona ben servita. Le condizioni dell’abitazione sono buone e per le piccole ristrutturazioni che necessariamente andranno apportate ci sono già persone che si sono dichiarate disponibili ad aiutarci. E’ una cosa questa che mi fa commuovere ogni volta che ne parlo perché difficilmente chi non vive l’atmosfera di questi ragazzi, può capirne le difficoltà, il lavoro delle persone che gli stanno accanto. Poi c’è da dire che in quella sofferenza c’è anche un grande miracolo perché si tratta di ragazzi che al di là della disabilità hanno talenti e doti straordinarie. E sorprendentemente sanno restare giovani, con il cuore puro e incontaminato lungo tutto il corso della loro vita. Per questo spesso mi domando come mai non abbiamo ancora imparato a considerare la disabilità, che è una possibilità della vita, come qualcosa di naturale sviluppando la capacità di non condannare le persone alla solitudine”.

C’è dunque scarsa sensibilità?
“Non dico questo ma è un tema ancora poco sentito che pesa molto e che difficilmente viene affrontato. Ora abbiamo acquistato la prima casa per fare in modo che questi ragazzi possano sentirsi liberi di vivere una vita normale e aiutarsi fra loro. Penso che di queste strutture ce ne dovrebbero essere tante, una almeno per ogni Castello. San Marino anche grazie a Emma Rossi poteva essere il primo Paese con sensibilità per i più deboli, non molto dopo di lei è stato fatto purtroppo in questo senso”. Ora la speranza è quella di un mondo e una vita migliore per chi difficilmente può con serenità declinare i verbi al futuro.
Olga Mattioli (su Repubblica Sm)

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