San Marino. Una Legge per regolamentare l’utilizzo della canapa

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Al lavoro un gruppo di esperti per fissare le norme per l’uso terapeutico e per la lavorazione della cannabis nella produzione artigianale e alimentare. Dovrà produrre una bozza in grado di colmare una lacuna legislativa.

 

Già regolamentato in altri Paesi, tra cui la vicina Italia, l’uso della cannabis per scopi terapeutici o per la produzione di capi di abbigliamento, cosmetici e prodotti alimentari, registra un vuoto normativo nella Repubblica di San Marino, che è intenzione del Governo colmare con un adeguato testo di Legge, che sappia tenere nella giusta considerazione nuove esigenze e nuove tecniche di utilizzo.

 

Per questo è stato recentemente incaricato il Gruppo di Lavoro, già operativo dal 2016, con il compito specifico di “studiare provvedimenti atti a disciplinare la coltivazione, la trasformazione, il commercio e l’utilizzo di prodotti a base di cannabis, di tipo sia terapeutico che non terapeutico”.

In definitiva si tratta di adeguare la normativa sammarinese, che considera reato penale la detenzione di cannabis. Una punibilità pensata per fronteggiare l’uso a scopo ludico di tale sostanza, un tema che ancora oggi divide profondamente l’opinione pubblica.

 

L’intento dell’esecutivo non è certo quello di entrare nel dibattito aperto e quindi né di abbracciare teorie “antiproibizioniste” e neppure di sostenere filosofie “proibizioniste”.

L’obiettivo è quello di fornire una risposta adeguata a nuove esigenze che si sono manifestate in questi ultimi anni evitando pesanti complicazioni ad aziende e singoli cittadini.

Capita, ad esempio, che alcuni cittadini in cura presso medici oltre confine, si trovino nella delicata situazione di non poter seguire terapie a base di cannabis e di incorrere nei rigori di legge anche solo per il trasporto a casa di questi farmaci.

Così come aziende artigianali o commerciali rischino di essere perseguiti perché impegnate nella produzione di capi di abbigliamento, di prodotti alimentari o per la vendita di pane, farine oli o cosmetici a base di canapa e derivati.

Un vuoto legislativo che si intende affrontare con la dovuta e necessaria cautela richiesta da un simile argomento, e in stretto contatto con l’INCB (International Narcotic Control Board) l’organismo delle Nazioni Unite, con sede a Vienna, incaricato di contrastare il mercato illegale degli stupefacenti e di monitorare le legislazioni in materia dei vari Paesi.

 

San Marino ha aderito alla Convenzione Unica sugli stupefacenti, varata nel 1961, che prevede che la produzione e la distribuzione di sostanze stupefacenti siano sottoposte ad un regime autorizzativo, controllato proprio dall’International Narcotic Control Board.

 

Il Gruppo di Lavoro sarà composto dai dirigenti o loro delegati dell’Authority Sanitaria, dell’ISS e dei dipartimenti Affari Esteri, Interni, Giustizia, Territorio ed Economia. Fra i suoi compiti anche le valutazioni che attengono alla prevenzione e protezione dei minori, la ricerca scientifica e l’utilizzo a scopo terapeutico, la produzione agricola, i criteri per la vendita e i relativi divieti.

Segreteria Sanità

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