San Marino. Università: secretati i contratti dei docenti.

universitàIl segretario Istruzione: “Le autorizzazioni ai docenti di altri Atenei non sono problemi nostri. Per la Legge Quadro è tutto regolare”.

“In ogni caso, data anche la grande rilevanza e il dibattito che si è acceso su questo tema, sappiamo che tutti i docenti dell’Università di San Marino si sono premurati di ottenere le autorizzazioni necessarie, secondo quanto richiesto dalla Legge italiana, anche se, ribadiamo, non obbligatorie secondo quanto richiesto dalla legge sammarinese.

AI momento risultano tutti in possesso delle autorizzazioni, ci sono solo due casi, uno nel Dipartimento di Scienze, Economia e Diritto e uno nel Dipartimento di Storia, Cultura e Storia Sammarinese di professori ancora in attesa dell’autorizzazione. A volte i tempi di attesa possono essere lunghi.

Nel caso della Storia non si è perfezionato ancora il contratto. Ribadiamo che i nulla osta dei docenti sono documenti a carattere privato fra loro e le Università di appartenenza e non possono essere resi pubblici in questa sede. Tuttavia i Coordinatori dei tre Dipartimenti dell’Università sono a disposizione di chiunque li voglia visionare e anche per mostrare, oltre questi documenti, le tante attività che grazie a questi professionisti i Dipartimenti mandano avanti, anche attività di grande eccellenza”.

E’ la prima parte della risposta all’Interpellanza di Andrea Zafferani e Mimma Zavoli al segretario all’Istruzione Giuseppe Maria Morganti.

Gli interrogativi posti dai due consiglieri di Civico 10 sono stati la naturale conseguenza del ripetersi che l’Ateneo del Titano utilizzasse docenti senza il necessario nulla osta a dedicare la loro indubbia scienza anche agli studenti sammarinesi.

Un polemica strisciante da tempo spolverata da Tribuna nella vana speranza che arrivassero risposte esaustive.

oi ultimamente la rinuncia del Direttore del Dipartimento Scienze Umane Giacomo Stella per ripren- dere regolarmente servizio presso l’università di Modena e Reggio hanno sollecitato i consiglieri di C10
a chiedere lumi. Chiarimenti che
non sono affatto piaciuti ad Andrea Zafferani che nella sua risposta in Aula, nel corso dell’ultimo Consiglio lo ha dichiarato senza mezze misure. Prima il segretario Morganti ha anche illustrato i diversi tipi di contratto che legano i Docenti all’Università: “A seguito della legge di riforma dell’Università le tipologie di contratto di docenti esterni si sono estremamente semplificate. Si suddividono in due principali categorie: contratti an- nuali (per docenti definiti nella legge “professori aggiunti”) e contratti di collaborazione occasionale. I docenti con contratto annuale sono i Direttori dei Dipartimenti, i Direttori dei Corsi di studio e dei Centri di Ricerca, i Do- centi che seguono progetti di Ricerca annuale, i docenti dei Corsi di Laurea.

I docenti con contratto occasionale sono esclusivamente docenti chiamati a far lezione per poche ore nei Master e in tutti i Corsi di Alta Formazione e Aggiornamento Professionale e nei Convegni.

Sono previsti inoltre contratti per Ricercatori (a seguito di concorso) nella formula triennale rinnovabile per un ulteriore biennio”.

Il segretario Morganti, poi, ha aggiunto: “Sul tema delle autorizzazioni, notiamo, con rammarico, che si insiste a voler confondere la normativa sammarinese con quella italiana.

Non posso su questo punto che ripetermi rischiando di essere noioso”.

E puntuale è ritornata in primo piano che il problema dei doppi incarichi, se non debitamente autorizzati dall’Ateneo di provenienza sono problematiche italiane (docente e università) e non sammarinese. Dettaglia il segretario Giuseppe Morganti citando il comma 2 della Legge 67/2014:

“Al fine di assicurare attività di didattica e ricerca, l’Università, esperiti gli eventuali adempimenti di quella di provenienza, può stipulare contratti di collaborazione occasionale. È quindi solo ed esclusivamente per i docenti con contratto di collaborazione occasionale che la nostra legge obbliga, eventualmente, a fornire le autorizzazioni delle Università di provenienza”.

Infine il segretario Giuseppe Morganti sottolinea nella sua risposta all’Interpellanza di Civico 10:

“In ogni caso, data anche la grande rilevanza e il dibattito che si è acceso su questo tema, sappiamo che tutti i docenti dell’Università di San Marino si sono premurati di ottenere le autorizzazioni necessarie, secondo quanto richiesto dalla Legge italiana, anche se, ribadiamo, non obbligatorie secondo quanto richiesto dalla legge sammarinese.

L’Interpellanza Zafferani-Zavoli chiedeva semplicemente: “La risposta del segretario Giuseppe Morganti alla nostra precedente interpellanza del 17 dicembre 2014 dava come acquisite  le necessarie autorizzazioni di tutti i docenti italiani impegnati nella nostra Università, fatto che nessuno finora ha potuto verificare, dato che questi atti non sono a disposizione del pubblico per essere visionati.

Considerata la contestabile definizione giuridica e amministrativa che si vorrebbe accreditare con l’espressione ‘cooperazione occasionale’, quale escamotage per evitare la richiesta di autorizzazione da parte questi docenti alle proprie Università di provenienza, come invece richiederebbero le leggi italiane per chi viene a San Marino a firmare un contratto di incarico professionale che in realtà è quasi sempre di durata annuale o triennale, con compensi oltre i limiti della occasionalità e con un marcato carattere di abitualità visto che questi contratti si ripetono per alcuni docen- ti da 5-10, e persino 20 anni”.

Situazioni queste esistenti, almeno sono i dubbi di C10, a San Marino: “Collaborazione occasionale, in realtà configura un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per la loro lunga durata, per il compenso superiore a quanto consentito da una prestazione occasionale e per la ricorrente riproposizione dell’incarico agli stessi docenti che da anni vengono a produrre consulenza a San Marino”.

Conclude l’Interpellanza di Andrea Zafferani e Mimma Zavoli: “Interpellano il Governo per la necessaria trasparenza della Pubblica Amministrazione affinché vengano resi pubblici, nella loro materiale scrittura, negli impegni presi e nei compensi sottoscritti, tutti gli atti relativi ai contratti per incarico stipulati nella nostra Università negli ultimi due anni”.

Gian Maria Fuiano, La Tribuna