San Marino. USC su Commissioni carte credito

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  • L’unione Sammarinese Commercio e Turismo, è in attesa di fatti concreti e non delle solite “chiacchiere”.

    Come già segnalato nel nostro documento Prot. n.137/2018 inviato alla precedente Segreteria di Stato Finanze e Bilancio, a tutti gli istituti bancari della Repubblica di San Marino, ABS, Banca Centrale e come ampiamente discusso negli incontri intercorsi in varie occasioni, l’Unione Sammarinese Commercio e Turismo (USC) è a confermare, purtroppo, quanto paventato.

    Si è verificato ciò che temevamo, l’aumento spropositato delle commissioni applicate alle operazioni di pagamento tramite carte di credito (300%), diventato insostenibile da parte degli operatori, soprattutto nel settore carburanti, mentre per tutti gli altri esercenti della Repubblica i costi delle commissioni bancarie sono lievitate o stanno lievitando a dismisura.

    Come può un’azienda prevedere una nuova assunzione, anche part time, quando alla “fine dei conti elargisce alle banche il triplo per le sole commissioni sulle carte di credito dato che, sul totale degli incassi delle attività, il 40%/50% passa attraverso questo tipo di pagamento?
    Avevamo prospettato, (sempre nel documento Prot. n.137/2018) e puntualmente si è verificato, di attività che nel 2019 hanno “donato” 25mila euro di commissioni per le sole carte di credito rispetto ai 7/8mila euro dell’anno precedente.

    Può stare “in piedi” un’attività, o mantenere prezzi di mercato competitivi, quando deve far fronte a costi di questo tipo considerando anche la sempre più bassa marginalità sui prezzi applicati?

    Inoltre segnaliamo che anche agli stessi consumatori, che utilizzano alcune carte di credito emesse in territorio per pagare i propri rifornimenti, pare gli venga applicata una ulteriore commissione fissa di 0,77 cent/€ per ogni rifornimento.
    Un paio di esempi:
    su un importo medio di 30€ di rifornimento la commissione applicata ai consumatori risulterà del 2,56 % mentre su un importo di 60€ la commissione applicata ai consumatori risulterà del 1,28%.

    Dal nostro punto di vista un ragionamento di sistema è d’obbligo, prima di qualsiasi riforma strutturale.
    Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa il settore bancario ma è giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità evitando di continuare a far “pagare” sempre e comunque alla collettività.

    Per tutto quanto sopra esposto rimaniamo in attesa di fatti concreti e non delle solite “chiacchiere”.